Iren pronta a più investimenti. La sfida nell’M&A per la crescita
L’azienda punta al rialzo degli investimenti in capitale fisso (Capex) rispetto a quanto previsto dal piano d’impresa. Cala il Mol nel primo semestre: l’utility dice che è l’effetto di eventi non ricorrenti ed esprime fiducia sui margini
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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Svolgere un ruolo attivo nel consolidamento del mercato italiano. Sia attraverso acquisizioni bolt-on di società medio piccole; sia con operazioni straordinarie di maggiore rilievo. Poi: puntare ad aumentare gli investimenti anche per sostenere la digitalizzazione e informatizzazione del business, agevolandone la scalabilità. Sono tra i focus di Iren finalizzati allo sviluppo aziendale.
I numeri di bilancio
La multiutility, a ben vedere, ha pubblicato di recente i conti del primo semestre del 2019. I dati sono contraddistinti da una duplice velocità. Il fatturato, anche grazie al consolidamento di alcune società acquisite, si è assestato a 2,238 miliardi (+15,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). La reddività è invece scesa. Cosi, ad esempio, il Mol è calato (sempre con riferimento al primo semestre del 2018) del 5,5 %. A fronte di quest’ultima dinamica il risparmiatore storce il naso. Il timore è che sussista un problema più strutturale che possa limitare la crescita reddituale del gruppo. La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici”, non condivide la preoccupazione. L’andamento del Mol, viene spiegato, è l’effetto temporaneo e già annunciato al mercato, di eventi non ricorrenti. In primis, dice sempre Iren, c’è stato il venire meno di circa 60 milioni relativi al riconoscimento non ripetibile, nel primo semestre 2018, di certificati di efficienza energetica. Inoltre, a fine dello scorso esercizio, sono scaduti certificati verdi per un valore, a livello di Ebitda, intorno ai 20 milioni. Al netto di simili eventi, afferma la multiutility, il Mol risulterebbe in miglioramento del 12,7%. Di conseguenza la società dice di non vedere particolari problemi sul tema in oggetto. Di là dalle dinamiche contabili, quali invece le strategie di crescita del gruppo? Su questo fronte Iren è pronta, per l’appunto, ad aumentare gli investimenti. Un incremento dei Capex, prevedibilmente indicato nel prossimo aggiornamento del piano d’impresa al 2023, finalizzato da una parte ad aumentare la digitalizzazione e informatizzazione del business (rendendolo così più scalabile); e, dall’altra, riconducibile un po’ a tutte le Business Unit (BU) del gruppo.
I settori d’attività
Già, le Business Unit della società. Su questo fronte è utile analizzare il loro singolo andamento per comprendere meglio lo sviluppo aziendale. Partiamo dall’Ambiente. Al 30 giugno scorso i ricavi della BU sono saliti del 19,8% (anche grazie al consolidamento di Acam Ambiente, Recos e San Germano). Il Mol è invece aumentato a 84 milioni. Si tratta di un settore su cui Iren scommette con forza. Il gruppo, tra le varie priorità, prosegue nell’incrementare l’efficienza della raccolta. Inoltre punta ad ampliare la sua presenza sull’intera filiera del recupero dei rifiuti, allargando la sua capacità di trattamento della spazzatura. In tal senso, di recente, ha acquisito due biodigestori per la Forsu (Frazione organica del rifiuto solido urbano) e ne ha altri due in fase di autorizzazione. Inoltre ha ricevuto l’autorizzazione per ulteriori 2 impianti nel trattamento della carta e della plastica.
Dall’Ambiente all’Energia. Questa è la BU cui è ricondotta essenzialmente la produzione di Mega Watt. Un focus della società, anche a fronte dell’avanzata delle fonti rinnovabili che per loro natura non sono stabili nell’offerta energetica, riguarda gli investimenti finalizzati a migliorare efficienza e flessibilità delle centrali. Cioè: unitamente alla riduzione delle emissioni, si vuole aumentare la velocità d’accensione e spegnimento degli impianti. Oltre a ciò, sempre nella BU Energia, c’è l’impegno sul teleriscaldamento. Ad oggi le volumetrie riscaldate sono intorno a 89 milioni di metri cubi. L’obiettivo è di arrivare a circa 100 milioni nel 2023.
Ma non è solamente la generazione d’energia. Sono rilevanti anche le Reti. Il network, da cui Iren si attende il maggiore contributo all’incremento del Mol nell’arco del piano d’impresa, al 30/6/2019 ha visto sia i ricavi (+8,7%) che l’Ebitda (+7,5%) salire. Ebbene: riguardo ad esso un focus è sul ciclo idrico dell’acqua. In tal senso non stupisce che i Capex, in questa sottodivisione della BU, nei primi 6 mesi dell’anno siano stati 74 milioni (rispetto ai 23 per la distribuzione del gas e ai 18 nell’energia).









