Il conflitto

Iran, Tajani: domani rientreranno i 200 studenti minorenni. Crosetto: si teme effetti sui prezzi e aumento costo trasporti fino al 40%

Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi

di Redazione Roma

Iran, Tajani: in Regione 70mila italiani. Nessuno coinvolto attacchi

6' di lettura

English Version

6' di lettura

English Version

“Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. Residenti. Lavoratori. Militari. Turisti. Studenti. Pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Sono ore difficili nelle prime ore di sabato Usa e Israele hanno deciso per un attacco combinato nei confronti dell’Iran. Ribadisco che Usa e Israele in autonomia e nella riservatezza hanno deciso di agire”. Ma “vorrei condividere alcune buone notizie. Su nostra richiesta domani le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese”.

“Task force ha gestito già 7mila chiamate e migliaia di mail”

 “La rete delle nostre Ambasciate e dei Consolati nella regione si è subito messa in moto per offrire assistenza ai nostri connazionali. Sono in contatto costante con tutti i nostri Capo Missione nell’area, che ho sentito anche poco fa, per potervi offrire l’aggiornamento più puntuale possibile. L’Unità di Crisi e la Direzione Generale per i servizi ai cittadini all’estero sono operative senza sosta. Ho voluto costituire una Task Force Golfo composta da cinquanta persone dedicate esclusivamente all’assistenza dei connazionali. Rispondono al numero 0636225, con un centralino potenziato per rispondere alle telefonate. Ad oggi abbiamo gestito oltre 7000 chiamate e diverse migliaia di contatti email”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Loading...

“Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali, uno è partito poco fa”.

La mappa

Gli italiani presenti nei Paesi del Golfo e arrivati nelle ultime 36 ore

Loading...

“Nessuna richiesta da evacuazione da Iran ma pronti ad intervenire”

 “In Iran non abbiamo ricevuto richieste di evacuazione. Siamo pronti a intervenire se necessario. Già da gennaio, su mie indicazioni, abbiamo alleggerito il personale dell’Ambasciata a Teheran e sono state aggiornate le procedure di evacuazione dei connazionali e del personale del Sistema Italia presente nel Paese. Nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare, siamo preparati a organizzare un convoglio nel giro di qualche ora da Teheran. Sul lato azerbaigiano del confine sono già pronti degli autobus”.

“Nostri militari al sicuro nei bunker, tutti incolumi”

 Per quanto riguarda i nostri militari, aggiunge Tajani, “oltre trecento Ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker, e sono tutti incolumi. Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza”. I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento.

“La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza”

“La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell’area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo. Per questo, insieme al Ministro Crosetto abbiamo ritenuto importante venire immediatamente in Parlamento a riferire sui primi sviluppi della crisi, sulle iniziative che il Governo italiano sta attuando per favorire l’allentamento della tensione e per assistere i nostri connazionali nella regione”. Lo dice il ministro degli Esteri in audizione nelle commissioni di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. Secondo Tajani “questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime”.

“Inaccettabili gli attacchi di Teheran ai paesi del Golfo”

 “Fino all’ultimo abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato. Ma l’Iran non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro. Ha rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa sulla situazione in Iran e nel Golfo, sottolineando che “l’irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione. Come dimostrano anche gli attacchi inaccettabili e insensati che Teheran ha lanciato contro i Paesi del Golfo, che non erano coinvolti nelle operazioni militari in Iran”.

“Governo crede in diplomazia anche quando è difficile”

 Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri “il Governo italiano continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana. Ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato. Continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile”.

Crosetto: si teme effetti sui prezzi e aumento costo trasporti fino al 40%

“Dallo stretto di Hormutz passa il 20% del petrolio mondiale pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale del gnl. Si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale. Già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nell’informativa in corso davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Il ministro Crosetto a Dubai ha incontrato sabato il suo omologo Mohamed bin Mubarak bin Fadhel Al Mazrouei, ministro degli Affari della Difesa degli Emirati Arabi Uniti. A quanto si legge in un post sul social X del ministero della Difesa saudita “durante l’incontro, le due parti hanno discusso dei recenti attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti, oltre a esaminare le modalità per rafforzare la cooperazione militare bilaterale e sviluppare ulteriormente la partnership in materia di difesa tra i due paesi, riflettendo la profondità delle relazioni tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Italia e il loro impegno comune per la sicurezza e la stabilità”.

Conte: Meloni non riesce a garantire sicurezza italiani

“Si erano presentati come un governo centrale, con un rapporto speciale con gli alleati, invece cadono dal pero e non riescono nemmeno a garantire gli interessi e la sicurezza del Paese”. Lo scrive sui social network il leader del movimento cinque stelle Giuseppe Conte. “Lo dicono i fatti: un ministro della Difesa per giorni bloccato a Dubai con missili e droni sulla testa come un inconsapevole turista, il ministro degli Esteri col cappellino di Trump in mano che non sapeva nemmeno che un membro del Governo fosse in uno scenario di guerra, una premier Meloni sparita dopo i video su Pucci e le fake news sul referendum. Intanto il conto di una lunga catena di scelte sbagliate è a carico degli italiani”.

“A Chigi - aggiunge - hanno da fare con la legge elettorale per prendere i pieni poteri e la riforma per evitare inchieste sgradite sui politici. Nel frattempo la pressione fiscale esplode oltre il 43% (record degli ultimi 20 anni, dopo il Governo Monti) e stamattina ci svegliamo con rialzi dei prezzi su petrolio e gas che daranno un’altra mazzata a cittadini e imprese, grazie alle azioni unilaterali di Stati Uniti e Israele per cui a Meloni non hanno fatto nemmeno uno squillo”.

Secondo la rappresentazione del centrodestra “saremmo tutti a favore del regime ma non è così: noi siamo scesi in piazza contro quel regime feroce. Ma non possiamo affidare alle bombe i cambi di regime perché la storia non ci consiglia mai interventi del genere”. Conte conclude: “Vorremmo sapere cosa ne pensa il Governo, non possiamo illuderci che il regime si faccia di lato. È un disastro, un’escalation senza limiti con vittime civili, missili sui nostri connazionali”.

Tajani a Conte, bagarre in Commissione: "Io non sono andato in ginocchio dalla Merkel"

Schlein: venga Meloni a riferire in Parlamento

“Apprezziamo la vostra disponibilità a venire per questa informativa ministri, ma qui chiediamo un’informativa della presidente del Consiglio”. Lo ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein intervenendo nelle commissioni riunite per l’audizione dei ministri Tajani e Crosetto. Deve riferire la Meloni, ha insistito, “perché le implicazioni politiche di questi sviluppi drammatici chiamano in causa l’intero paese e c’è bisogno di una parola chiara da parte della presidente del Consiglio Meloni che dovrebbe essere lei a venire a riferire al Parlamento”.

“Siamo tutti convinti che il regime teocratico non possa e non debba sviluppare l’arma nucleare, questo l’abbiamo sempre detto, ma il modo per impedirlo per noi è la via negoziale, diplomatica, non i bombardamenti che rischiano” di provocare “delle reazioni poi a catena”. Per la segretaria dem “Khamenei era un dittatore sanguinario di cui non sentiremo certo la mancanza. Al contempo noi riteniamo sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali fatte in violazione del diritto internazionale e scavalcando ogni tipo di sede multilaterale”.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti