Pensioni e professionisti

Investimenti, il ministero del Lavoro chiama a rapporto le Casse di previdenza

Chiesta ai collegi sindacali delle 20 Casse una relazione sui punti controversi sollevati dalla Commissione Bagnai. Da inviare entro fine settembre

di Vitaliano D'Angerio

MINISTERO DEL LAVORO SEDE VIA FLAVIA

2' di lettura

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È in arrivo una stretta sull’organizzazione delle 20 Casse di previdenza. Il ministero del Lavoro guidato da Marina Calderone, il 26 giugno scorso ha inviato una specifica richiesta ai collegi sindacali degli enti che gestiscono le pensioni di due milioni di professionisti italiani. «Si chiede di relazionare, entro il prossimo 30 settembre p.v., avendo riguardo in particolare dei punti segnalati nella conclusione dell’indagine della Commissione parlamentare»: è quanto si legge nel documento a firma della direttrice generale delle politiche previdenziali, Maria Sabrina Guida.

La Commissione Bagnai

La Commissione citata è la Bicamerale di vigilanza degli enti previdenziali presieduta dal parlamentare leghista, Alberto Bagnai. E le dure conclusioni della Commissione sono state sintetizzate dal ministero del Lavoro in sette punti: tra quelli da segnalare, e su cui i sindaci dovranno relazionare, c’è “l’adeguatezza della struttura organizzativa e in particolar modo degli uffici che si occupano delle attività di gestione e di controllo degli investimenti”; nel dettaglio, il collegio sindacale di ogni singola Cassa dovrà dar conto di quanto si sta facendo e “delle eventuali iniziative in corso o programmate di rafforzamento”.

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I sette punti

Le indicazioni della Commissione Bagnai sono state prese alla lettera da parte del ministero del Lavoro. Viene richiesta, tra l’altro, di descrivere “la robustezza delle procedure per l’individuazione degli advisor e delle modalità adottate per gestire il rischio di eccessivo affidamento”. La Commissione Bagnai ha sottolineato, infatti, il grande coinvolgimento dei consulenti nell’attività di investimento delle Casse che, secondo l’ente di vigilanza, avrebbe dovuto comportare delle politiche diverse a seconda della differente platea di riferimento. Invece, è stato evidenziato, «è emersa una certa omogeneità».

Da qui la richiesta del ministero del Lavoro (è uno dei sette punti) di chiarire «la coerenza delle politiche di investimento».

Conflitti di interesse

Altri punti che dovranno affrontare i collegi sindacali nelle relazioni da elaborare quest’estate, riguardano i potenziali conflitti di interesse o, più specificamente, “le misure adottate per contrastare gli eventuali profili di possibile conflitto di interesse in casi di partecipazione del management negli advisor board/comitati consultivi dei Oicr (fondi e Sicav).

Su questo specifico punto, i parlamentari sono stati molto netti nella relazione di 92 pagine approvata il 12 giugno scorso: «Riflessioni ulteriori e in termini più generali, meriterebbero poi i “compensi” (gettoni di presenza) percepiti dai soggetti (frequentemente i componenti del Consiglio dei delegati/CdA) indicati dagli enti per la partecipazione negli advisory board/comitati consultivi degli Oicr alternativi». Appuntamento al 30 settembre per le risposte.

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