Investimenti. Ecco quanto spende ognuno di noi
Entro fine mese gli intermediari invieranno ai clienti il conto per il 2023
di Gianfranco Ursino
2' di lettura
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Siamo ad aprile e per gli investitori non è il caso di seguire l’antico proverbio popolare “dolce dormire”.
Entro la fine di questo mese gli intermediari finanziari devono inviare a ogni cliente la rendicontazione annuale dei costi ex- post, per renderlo consapevole delle spese effettivamente sostenute l’anno solare precedente per i servizi di consulenza e investimento. Un documento, quindi, che dal 2019 consente ai risparmiatori di aprire ogni anno gli occhi sui costi sostenuti per investire i propri risparmi.
In particolare nel resoconto annuale viene indicata non solo la percentuale, ma anche il dettaglio di quanti euro paga effettivamente in valore assoluto per i vari prodotti e servizi che riceve dal proprio referente finanziario. Questo documento è quindi importante perché ci dice quanti soldi spendiamo, spesso senza saperlo o senza averne una percezione precisa, per investire i nostri risparmi. Viene anche riportato il peso degli oneri sui rendimenti conseguiti. Un buon punto di partenza per valutare l’operato del nostro consulente finanziario.
Nel dettaglio il cliente può anche capire quanto paga ai vari soggetti lungo la filiera dell’industria della distribuzione finanziaria: dalla Sgr alla rete, fino al consulente persona fisica che lo segue direttamente. Un’evidenza analitica, però, che gli intermediari non hanno l’obbligo di esporre nei rendiconti inviati ai clienti. Un’informazione di dettaglio che le società sono tenute a fornire su richiesta del cliente.
Ma nell’ambito del rapporto fiduciario che instaura con il cliente, se non ha problemi a fargli sapere quanto guadagna nel dettaglio dal servizio offerto, il consulente potrebbe sempre suggerire al cliente di inoltrare formale richiesta alla società per cui lavora.









