Oltre a rivoluzionare gli equilibri della finanza italiana, l'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, se avrà successo, porterà anche a un riassetto nell'azionariato della stessa Intesa.
In caso di adesione integrale all'offerta, infatti, nella situazione attuale agli azionisti Mps andranno circa 4,86 miliardi di nuove azioni, che andranno a sommarsi agli attuali 17,5 miliardi circa di titoli in circolazione. I numeri sono tuttavia provvisori, dato che nei prossimi mesi bisognerà anche considerare come gli acconti sui dividendi potranno influire sul rapporto di concambio, mentre il numero totale di azioni potrà variare in caso di completamento della fusione di Mediobanca in Mps.
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Considerando in ogni caso la fotografia a oggi, secondo la ricostruzione realizzata da Radiocor, il primo azionista italiano della nuova entità sarà la Compagnia di San Paolo con una quota del 5,2% del capitale (dall'attuale 6,602% riportato dal comunicato Intesa), mentre Blackrock, oggi grande socio di entrambi gli istituti, avrà il 6,98% La Fondazione Cariplo avrà poi il 4,3% (dal 5,5%), mentre la pattuglia degli attuali azionisti privati rilevanti di Mps vedrà Delfin al 3,8% (dal 17,533% del Monte), Caltagirone tra il 2,2% (in base al 10,262% di Mps segnalato da Consob) e il 2,9% (sulla base del 13,45% posseduto a metà aprile in occasione dell'ultima assemblea Mps) e Banco Bpm lo 0,8% (dal 3,741%).
Il ministero dell'Economia, oggi titolare del 4,863% di Mps, avra' l'1% della nuova banca. Poco meno dell'1,5% avranno infine la Fondazione CariFirenze e la Fondazione Cariparo, poco meno dell'1% la Fondazione Carisbo e la Fondazione Cr.Cuneo. Tra gli altri istituzionali esteri Vanguard avrà il 3,4%, State Street l'1,8% e Norges Bank l'1,6%.
A distanza di qualche giorno dalla conclusione del vertice, proviamo a fare un bilancio: chi esce rafforzato da Évian? Quali risultati concreti sono stati raggiunti? E soprattutto: in un mondo sempre più...