L’intervista

Sisto: «Carceri, piano articolato contro il sovraffollamento»

Il punto del vice ministro della Giustizia: « Più alternative alla detenzione in cella e riduzione della carcerazione preventiva»

di Patrizia Maciocchi

Carcere di Opera

3' di lettura

3' di lettura

Dal passaggio dei magistrati ordinari ai Tribunali di sorveglianza a un piano ad hoc contro i suicidi in carcere. Questi alcuni dei temi che, come spiega il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto sono stati al centro del confronto tra i vertici di Governo mercoledì scorso a Palazzo Chigi.

Il presidente Mattarella ha promulgato il Dl carceri a sole 24 ore dall'approvazione. Può essere il segnale dell'urgenza di intervenire. Anche se il Dl per essere operativo deve attendere i tempi dei regolamenti...

Loading...

Il drammatico problema delle carceri, sul quale nessuno è mai intervenuto prima come stiamo facendo noi, non si risolve con uno schiocco di dita e certamente non è stato creato da questo Esecutivo. Il Dl è un primo importante intervento di sistema, al quale ne seguiranno altri. Per quanto riguarda i regolamenti c'è l'obbligo di redigerli. Vedremo di farlo nel più breve tempo possibile. Si tratta di un tema cruciale che appartiene alla stessa civiltà del Paese.

Partiamo dai numeri che dicono molto. Ci sono 61.480 detenuti a fronte di poco più di 47 mila posti utili. I suicidi da inizio anno hanno toccato la quota record di 65 per i detenuti, a cui si aggiungono sette guardie carcerarie. Come contate di affrontare una situazione così drammatica?

I numeri sono impietosi. Ed è la ragione per cui a poche ore dall'approvazione del Dl c'è stata una lunga riunione a palazzo Chigi con i vertici di Governo, la stessa agione per cui Antonio Tajani ha dato il via alla “Estate in carcere” di Forza Italia. Vi è la necessità di tenere la guardia alta. Ma un dato è certo: nessun automatismo sarà utile a fronteggiare il sovraffollamento. Uscire dal carcere perché non c'è posto vuol dire recidiva sicura. Una “strada” che si pone in contrasto anche con l'articolo 27 della Costituzione.

 Quali sono state dunque le vie individuate nel summit di Palazzo Chigi?

Abbiamo pensato a interventi di varie tipologie: dall'aumento degli organici della magistratura di sorveglianza, alla possibilità di applicare le toghe ordinarie agli stessi tribunali di sorveglianza, possibilità oggi non consentita, da un maggior ricorso ai lavori di pubblica utilità, alla ulteriore semplificazione dei percorsi istruttori per raggiungere l'obiettivo delle alternative al carcere. Senza trascurare una riflessione sui suicidi ai quali il ministro Nordio ha riservato, oltre alle terapie in corso, un prossimo piano specifico.

Il 39,7% dei detenuti che si sono suicidati era in attesa di giudizio quanto è importante agire sulla custodia cautelare?

Il tema dell'eccessivo ricorso alla custodia cautelare preventiva è stato individuato come importante concausa del sovraffollamento. È dunque chiara l'esigenza di intervenire su quella che dovrebbe essere una misura eccezionale.

 Perché la richiesta di un incontro con il Capo dello Stato?

È nella logica del gioco di squadra. Si è ritenuto doveroso dare conto al Presidente della Repubblica, che presiede anche il Csm, degli sforzi fatti e da farsi su un tema che, come noto, allo stesso presidente Mattarella sta molto a cuore.

Il presidente della Repubblica ha firmato proprio ieri, a poche ore dalla scadenza del termine ultimo, il Ddl Nordio che abolisce l'abuso d'ufficio. Nel Dl carceri è stato introdotto il reato di peculato per distrazione. È un surrogato, per cercare di evitare una procedura di infrazione?

Non è un surrogato. È una fattispecie precisa, determinata, che riguarda la destinazione di fondi contro le specifiche indicazioni di legge. Nulla a che vedere con la burocrazia difensiva, con la esecrabile , soprattutto per i cittadini, paura della firma.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti