Affitti brevi, il flop della cedolare al 26%: vale solo 17 milioni di gettito extra
di Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste
di Andrea Biondi
4' di lettura
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Internet delle cose. Da qualsiasi parte si esamini la questione l’alleato, se non l’unico almeno il migliore, per affrontare il post emergenza Coronavirus sta nella spinta che può arrivare da queste tecnologie sulle quali già si lavora da tempo ma che ora sono oggetto di una accelerazione tanto più frenetica quanto più diventa necessario abituarsi rapidamente a una “nuova normalità”. «Noi come gruppo pubblichiamo periodicamente un “IoT Barometer” che misura il grado di adozione di IoT nelle aziende. Ebbene il 34% delle aziende intervistate a livello globale utilizza IoT ma il 60% considera questa tecnologia “disruptive”, in grado di cambiare entro 5 anni il business delle aziende», spiega Alessandro Magnino, responsabile marketing grandi aziende e pubblica amministrazione di Vodafone Business Italia nel corso del suo intervento al Business Tech Forum organizzato dal Sole 24 Ore.
Aziende e consumatori stanno vivendo sulla propria pelle l’assoluto bisogno di riavviare i motori ed entrare in una fase in cui l’emergenza Covid pone sfide per certi versi anche molto più difficili del radicale “tutti a casa” e del blocco totale dell’attività. Al lockdown ora fa da contraltare l’unlock: una ripresa delle attività per la quale però la sicurezza rimane la vera sfida e conditio sine qua non.
Inutile girarci intorno: in attesa di cure e vaccini e in assenza (o bisognerà vedere con che livello di presenza) di app per il tracciamento di cui tanto si sta parlando anche a livello internazionale, per riavviare il business in ambienti sicuri e protetti servirà fare affidamento su strumenti e servizi innovativi che imprese e amministrazioni di ogni dimensione e settore dovranno adottare in modo agile e veloce. Una nuova offerta, insomma, per far fronte a una domanda ovviamente segnata dalla pandemia.
Si pensi ad esempio al retail. Un’indagine Gfk della scorsa settimana ha segnalato come il 63% degli italiani desideri ancora acquistare nel negozio fisico. Ma fondamentale per attirare nuovamente il consumatore in negozio sarà puntare sulla sicurezza: il 68% degli italiani ha intenzione di frequentare solo i negozi in grado di garantire le massime condizioni di igiene e sicurezza.
«L’investimento in innovazione dei primi 300 retailer valeva l’1,5% fatturato. Aumenterà», spiega Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano. Che si tratti di retail o di manifattura almeno tre “capitoli” appaiono comunque indifferibili: i sistemi per rilevare la temperatura corporea di persone anche non singolarmente; le soluzioni per gestire spazi interni e misurare in tempo reale la concentrazione di persone attraverso dispositivi wearable o tramite app; gli strumenti di purificazione degli ambienti di lavoro. La gamma non si esaurisce qui, ma già questi tre filoni rivestono di certo un’importanza primaria nella fase di unlock.