Tennis

Internazionali d’Italia 2026: Sinner insegue Panatta nel Foro Italico dei record

Grandi attese per Jannik Sinner e per i numeri economici del torneo romano che si disputa fino al 17 maggio al Foro Italico

di Marco Bellinazzo

 L'italiano Jannik Sinner serve la palla al tedesco Alexander Zverev durante la finale del singolare maschile del torneo di tennis Madrid Open, tenutasi a Madrid, in Spagna, domenica 3 maggio 2026. (AP Photo/Manu Fernandez) APN

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Da Adriano Panatta, l’ultimo italiano che ha vinto a Roma, 50 anni fa, a Jannik Sinner, attesissimo dopo il trionfo a Madrid e il record dei cinque Master 1000 consecutivi, è il Foro Italico il filo conduttore che lega il passato al futuro del tennis italiano.

«Protagonista nel mondo, con una condizione ormai consolidata», come ha sottolineato ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricevuto al Quirinale le squadre nazionali vincitrici nel 2025 della Billie Jean King Cup e della Coppa Davis. «Tre anni al vertice mondiale, risultato inimmaginabile. Si capiva già la prima volta che la vittoria della Davis e della Billie Jean King non era un episodio, una fiammata», ha aggiunto Mattarella che si è augurato di poter assistere presto ad altri successi.

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Dal 6 al 17 maggio, nella 83ª edizione degli Internazionali dedicata a Nicola Pietrangeli, gli azzurri proveranno di certo ad accontentarlo, riportando a casa il titolo di Roma, mentre nel tabellone femminile che scatta oggi e culminerà il 16 maggio, Jasmine Paolini è chiamata a difendere il successo conquistato un anno fa.

Il montepremi del torneo capitolino – salito a 8,23 milioni di euro – certifica lo status d’élite dell’evento in cui si sfideranno in totale 96 giocatori (Atp) e 96 giocatrici (Wta) in più di 300 incontri. Oltre un milione di euro andrà al vincitore del singolare maschile e alla vincitrice di quello femminile, mentre il doppio assegnerà più di 400mila euro.

Ma gli Internazionali Bnl d’Italia non sono più solo un torneo: sono diventati una piattaforma economica e infrastrutturale che racconta forse meglio di tutto la trasformazione della Federazione italiana tennis e padel sotto la guida di Angelo Binaghi, in grado di chiudere il bilancio 2025 con 243 milioni di fatturato, scavalcando per la prima volta il calcio (come ha svelato Il Sole 24 Ore lo scorso 7 gennaio).

Un costante miglioramento che oggi si misura nei risultati sportivi, nell’attrattività per gli sponsor, ma soprattutto nella capacità di generare valore. La manifestazione romana - organizzata dalla Fitp con Sport e Salute, e con il supporto delMinistro dello Sport e i giovani, di Regione Lazio, di Roma Capitale e del Title Sponsor Bnl Bnp Paribas, da 20 anni partner della Federtennis – produce un impatto economico sul territorio che cresce di anno in anno, moltiplicato da una copertura mediatica che raggiunge oltre 50 paesi e 220 territori. Lo scorso anno è stato stimato da Boston Consulting Group in circa 900 milioni di euro tra effetti diretti, indiretti e indotto, con un beneficio per il Fisco di circa 150 milioni. L’edizione 2026 punta a battere questo record, avvicinando o addirittura superando il miliardo di impatto sul territorio, così come quello dei biglietti staccati. Nell’edizione 2025 ne sono stati venduti 394mila. A metà aprile risultavano acquistati già 220mila taglianti, l’8,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, con un incremento di incassi del 26%. I prezzi anche quest’anno sono variabili e possono superare i mille euro per i match top, ma risultano in linea con l’altissima richiesta e il mercato internazionale dei grandi eventi.

E pensare che solo nel 2010 gli Internazionali per la prima volta hanno superato i 100mila spettatori con incassi che intorno ai 5 milioni di euro. In vent’anni l’aumento dei proventi, dovuto in parte all’allungamento dei Master 1000 a 14 giorni, ma soprattutto alla cavalcata del tennis tricolore e al adeguamento progressivo delle strutture del Foro Italico, è stato del 1.700 per cento.

Il limite degli Internazionali oggi, in effetti, non è la domanda ma gli spazi ricettivi dell’impianto. L’edizione 2026 si giocherà su 21 campi (19 al Foro Italico e 2 sul Lungotevere) distribuiti su 20 ettari, con tre poli principali: il Centrale, la Grand Stand Arena, completamente ripensata e per il 2026 rinominata Bnp Paribas Arena, nell’area dello Stadio dei Marmi, che con i suoi oltre 7mila posti garantisce circa 12mila spettatori complessivi in più rispetto allo scorso anno; e la SuperTennis Arena, collocata accanto all’ex Ostello della Gioventù.

Ampliamenti importanti, dunque. Anche se la svolta è attesa dal 2028, quando il Centrale sarà coperto e diventerà una struttura polifunzionale utilizzabile tutto l’anno (i lavori partiranno a giugno ). Il progetto di riqualificazione del Parco del Foro Italico, come ha spiegato il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzarona, è profondo e prevede un investimento di 160 milioni, con 5,6 ettari di verde recuperato, superfici a mosaico restaurate e nuovi spazi aperti a tutti i cittadini.

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