Assemblea Alis

«Intermodalità in pericolo: una tassazione fuori controllo spinge le merci dal mare alla strada»

Allarme del presidente Grimaldi: numerose compagnie armatoriali europee lamentano il ritorno di centinaia di camion al giorno dalle autostrade del mare al tutto strada, facendo così un salto indietro di 30 anni

di Marco Morino

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L’intermodalità è in pericolo. La colpa è di una tassazione fuori controllo, in Europa e nel mondo, che rischia di assestare un colpo durissimo al trasporto marittimo delle merci a tutto vantaggio del trasporto su strada, mentre invece la logistica dovrebbe fare sistema, integrando porti, interporti, aeroporti e autostrade. tassazioni bollate come «ideologiche e discriminatorie».

Lo afferma Guido Grimaldi, presidente di Alis (Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile), aprendo l’assemblea annuale dell’associazione organizzata, a Roma, martedì 2 dicembre 2025. All’evento hanno preso parte alcuni autorevoli esponenti del governo, tra cui i ministri Antonio Tajani (Affari esteri) e Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), mentre il premier, Giorgia Meloni, è intervenuta con un videomessaggio, nel quale ha sottolineato l’impegno di chi, ogni giorno, in Italia, fa muovere merci e persone. Meloni ha anche detto che «il settore dei trasporti è stato spesso colpito da scelte europee più ideologiche che pragmatiche. La transizione ecologica è un obiettivo che ovviamente condividiamo, ma deve essere compatibile con la realtà, con i tempi delle imprese e con la neutralità tecnologica».

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Alis rappresenta 2.450 soci, 476mila lavoratori e 150 miliardi di euro di fatturato aggregato. E negli ultimi mesi hanno aderito aziende del calibro ad Alis di Ita Airways, Leonardo, Enav e Trenitalia.

Le parole di Grimaldi

Dice Grimaldi: «L’Europa deve sostenere le imprese nei percorsi di decarbonizzazione, innovazione e sicurezza energetica. Invece le sta tassando e ne sta compromettendo la competitività nel mercato mondiale. Pensiamo all’Ets e al Fuel-EU Maritime, che stanno producendo distorsioni concorrenziali, perché applicate solo al trasporto marittimo e geografiche, perché riguardano solo rotte intra-europee. Queste tassazioni rischiano di penalizzare ulteriormente imprese e cittadini europei». Secondo il presidente di Alis, ad aggravare questa distorsione della concorrenza modale vi è anche il posticipo dell’Ets 2 per il trasporto stradale dal 2027 al 2028.

«Se da un lato – osserva Grimaldi - comprendiamo che questa notizia è positiva per le imprese di trasporto su gomma, dall’altro questo rinvio aumenta la disparità prodotta dall’Ets sul trasporto marittimo, alimentando così una concorrenza sleale tra le autostrade del mare e il trasporto tutto strada. Purtroppo, diverse compagnie armatoriali europee lamentano un back shift modale, ossia il ritorno di centinaia di camion al giorno dalle Autostrade del mare alla strada, facendo un salto indietro di 30 anni rispetto a chi ha creduto e investito in queste politiche lungimiranti, come la ex commissaria europea ai Trasporti, Loyola de Palacio».

Proprio con riferimento all’Ets per il settore marittimo, entrato in vigore nel 2024 e destinato ad aumentare nel 2026 con un’applicazione completa al 100%, la stima degli extra-costi per questo triennio ammonta a circa: un miliardo di euro a livello italiano e 13 miliardi di euro a livello europeo. Dice ancora Grimaldi: «Non dimentichiamo che vi è inoltre un rischio di doppia tassazione: quella europea già in vigore con l’Ets; quella mondiale che sarà introdotta a breve dall’organizzazione marittima internazionale Imo con il Net Zero Framework. Le imprese europee si troverebbero quindi a dover fronteggiare doppi oneri economici nonché distorsioni di mercato».

Il grido d’allarme di Alis è immediatamente raccolto dal ministero dei Trasporti, Matteo Salvini, che dal palco dell’assemblea promette: «Giovedì 4 dicembre sarò a Bruxelles al Consiglio trasporti, dove chiederò la sospensione di una tassazione odiosa come quella degli Ets, perché mette fuori competizione con la regionalizzazione delle emissioni il comparto marittimo italiano».

Continua Grimaldi: «Con il Centro studi Alis abbiamo dimostrato quanto siamo sostenibili, grazie a: 5,6 milioni di camion sottratti dalle strade nel solo 2025; 135 milioni di tonnellate di merci trasferite su mare e ferrovia; 5 milioni di tonnellate di CO2 abbattute in Europa. Senza considerare il beneficio prodotto dall’intero indotto della blue economy, che in Italia vale oltre l’11% del Pil. Questo lavoro importantissimo non può essere compromesso da tassazioni ideologiche e discriminatorie».

Poi Grimaldi torna su un vecchio cavallo di battaglia: gli incentivi statali all’intermodalità. «Auspichiamo – dice - un aumento dei fondi destinati a Sea Modal Shift e Ferrobonus almeno a 100 milioni di euro annui per ciascuna misura, grazie ai quali potremo raddoppiare i benefici ambientali e sociali con un impatto minimo sui conti pubblici».

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