Industria

Intelligenza artificiale, Torino

Protagonisti. Capofila del nuovo polo la fondazione AI4Industry, in attesa del suo direttore: in campo Università, Politecnico e Istituto Boella. Gli studi della Fondazione Cottino per misurare l’impatto sociale

di Filomena Greco

3' di lettura

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Non è ancora un ecosistema strutturato, ma il tema dell’Intelligenza artificiale promette di guadagnare una visibilità e un ruolo crescente a Torino e in Piemonte. Lo ha ricordato anche il neo eletto presidente della Regione, Alberto Cirio, in qualità di referente, presso il Comitato europeo delle Regioni, con il compito di rappresentare la vision delle amministrazioni locali sull’Intelligenza artificiale e redigere un parere.

In primo piano, in questo ecosistema emergente, c’è la Fondazione AI4Industry assegnata dal Governo a Torino poco più di tre mesi fa e presieduta da Fabio Pammolli, con un budget di 20 milioni. Si occuperà di ricerca e sviluppo, con una attenzione all’industria e l’obiettivo di attrarre ricercatori. In campo ci sono l’Università degli Studi di Torino, con il Dipartimento di informatica e il Gruppo di lavoro sul Parallel Computing diretto da Mario Aldinucci, e il Politecnico di Torino, con l’Hub sull’Intelligenza Artificiale diretto da Barbara Caputo, accanto all’Istituto Boella e alla Fondazione Cottino che studia l’impatto sociale. Un ecosistema che guarda al NordOvest grazie a Leonardo: l’infrastruttura digitale del supercalcolatore “davinci-1” è in supporto del lavoro del PC2Lab di Torino che si occupa di prototipazione virtuale. All’interno del polo virtuale, grazie all’impiego di super-calcolo, cloud-computing e AI, si crea lo scenario tattico virtuale al cui interno si inserisce il velivolo - il digital twin - da testare. Nell’ambiente del PC2LAB vengono sviluppate anche le tecnologie abilitanti per il Global Combat Air Programme, programma di collaborazione tra Italia, Regno Unito e Giappone. Opererà nei cinque domini (aria, terra, mare, spazio e cyber), secondo una struttura stellare nella quale il fighter di nuova generazione sarà la core platform, collegata a velivoli gregari senza equipaggio, controllati con l’Ai.

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Le sfide

La sfida nei prossimi mesi sarà quella di mettere a sistema le competenze del territorio, che viaggiano oggi su percorsi ad oggi paralleli. Fare squadra dunque è una via obbligata anche in relazione alla politica europea a sostegno della rete di supercalcolatori avviata nel 2018. Il prossimo step è rappresentato dal progetto AI Factories, un programma EuroHPC JU che vuole finanziare dalle due alle tre AI Factory in diversi paesi Ue. L’Italia dovrebbe candidarsi ad ospitare uno dei centri intorno al tecnopolo di Bologna. Dunque in questo caso dovrebbero entrare in partita anche la Fondazione AI4Industry, insieme a all’ICSC – il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, uno dei cinque Centri Nazionali istituiti dal Pnrr e dedicati a settori strategici per lo sviluppo del Paese, di cui è parte l’Università di Torino e la Fondazione FAIR (Future Artificial Intelligence Research), a cui aderisce il Poli di Torino. AI Factory punta a costruire una filiera nell’ambito dell’AI e l’hub torinese dovrà farne parte.

AI4Industry

La Fondazione guidata da Pammolli sta muovendo i primi passi, ha avviato la selezione del direttore – la call resterà aperta fino al 30 settembre prossimo - che dovrà presentare un business plan e dare consistenza all’ente. «Entro autunno avremo il direttore ed entro l’anno prossimo ci sarà l’insediamento dei diversi nuclei di ricerca - spiega Pammolli - nel frattempo abbiamo definito una funzione dedicata a processi e strategia e un primo nucleo di business development». La Fondazione avrà un Centro avanzato di storace e high performing computing ed entrerà nella rete italiana di supercalcolatori, insieme a Leonardo e al Cineca di Bologna.

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