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Intelligenza Artificiale, Stati Uniti in vantaggio ma Europa pronta a colmare il gap

3' di lettura

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L’Intelligenza artificiale generativa sta sconvolgendo le imprese di tutto il mondo. Centro di questa rivoluzione, ancora una volta, la Silicon Valley, capace di offrire sia un mercato di venture capital maturo, profondo e capace, sia un hub in grado di essere un polo di attrazione per startup. Il risultato? Un numero di Unicorni (imprese che superano il miliardo di dollari) che stacca quello che l’Europa è stata in grado di favorire.

E vi è anche il nodo “talenti”: mentre la tecnologia sta facendo passi da gigante in pochissimi mesi (quando non settimane), la corsa globale ai talenti dell’IA si sta intensificando, con gli Stati Uniti attualmente in vantaggio sull’Europa anche per via di retribuzioni più interessanti, politiche ESOP (partecipazione all’azionariato) favorevoli e misure proattive per snellire i processi di rilascio dei visti per gli esperti di IA.

Proposte come quelle formulate dalla recente relazione di Mario Draghi, ex primo ministro italiano e già presidente della BCE, sull’aumento degli investimenti nell’IA e la considerazione di una piattaforma di reclutamento di talenti a livello europeo, dimostrano l’impegno a ridurre il divario nel momento in cui l’AI è sempre di più terreno di confronto tra culture e interessi nazionali.

Il panorama italiano dell’innovazione è segnato da un protagonismo accademico e delle startup. Un rapporto di InnovUp, Assolombarda e Fondazione R&I ha fotografato la situazione dal 2012 al 2023, periodo in cui le startup hanno generato 63.519 nuovi posti di lavoro, pari al 7,3% dell’incremento occupazionale, con 126.605 le persone abilitate solo nel 2023 e un fatturato totale di 12,8 miliardi di euro al 2023. Iniziative della Ue come Horizon Europe e Digital Europe hanno dato impulso a numerosi progetti italiani integrando le imprese italiane nella rete di innovazione europea. Le università e i centri di ricerca italiani (dal Politecnico di Milano alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa fino all’Università di Bologna, solo per citare alcune eccellenze) sono partner per progetti R&S internazionali, specialmente in ambiti come AI, robotica e rinnovabili. In generale è decisivo il ruolo che giocano gli Atenei e i centri di ricerca anche grazie al cambio di paradigma introdotto dall’adozione della “terza missione”, quella del trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo che ha impresso nuovo slancio all’interazione tra la ricerca pubblica, mondo delle imprese e governi.

La cooperazione tra università e imprese è cruciale per l’attrattività degli atenei, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la crescita economica e sociale dei territori. L’apprendistato di Alta Formazione e Ricerca, i Dottorati Industriali e i corsi di laurea sperimentali a orientamento professionale evidenziano l’impegno verso una formazione terziaria professionalizzante e il miglioramento dell’occupabilità dei laureati (fonte: Osservatorio Università-Imprese).

Tuttavia, mentre l’ecosistema universitario e di ricerca cresce rapidamente, solo il 15% delle PMI ha avviato un progetto di Intelligenza Artificiale, un dato in crescita ma che evidenzia la necessità di uno stimolo maggiore perché l’adozione dell’IA generativa si prospetta come un importante acceleratore.

L’Italia ha intrapreso dal 2018 un percorso di sviluppo dell’IA per sostenere l’innovazione in ambito produttivo e nella PA, promuovendo un approccio antropocentrico ed etico, attento a privacy e sostenibilità. Il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2024-2026 ha adottato un approccio fortemente orientato a rendere i servizi digitali sempre più accessibili per cittadini e imprese. Per la prima volta, il Piano affronta il tema dell’AI, fornendo indicazioni e principi generali che dovranno essere adottati dalle amministrazioni e declinati in fase di applicazione, tenendo in considerazione lo scenario in rapida evoluzione, come dimostra il successo dei cosiddetti Foundation Models, così come è dinamico anche il contesto normativo europeo e globale.

Le Telco sono fondamentali per l’implementazione delle tecnologie IA, fornendo l’infrastruttura, l’automazione, la personalizzazione dei servizi, il supporto clienti, la sicurezza e la collaborazione interindustriale.

TIM Enterprise è la business unit del Gruppo TIM che fornisce soluzioni digitali integrate per aziende e Pubblica Amministrazione. Offre servizi innovativi, sostenibili e sicuri, utilizzando tecnologie come la connettività, il cloud, la cybersecurity e l’Internet of Things (IoT). Con un forte focus sulla digitalizzazione, TIM Enterprise aiuta le organizzazioni a semplificare la gestione dei dati e a migliorare l’efficienza operativa, contribuendo alla crescita economica e alla trasformazione digitale dell’Italia.

TIM Enterprise propone applicazioni innovative di AI per ottimizzare i processi e migliorare la customer satisfaction, impiegando un approccio data-driven per decisioni strategiche e una multicanalità che include chat, messaggistica e assistenti vocali. Le soluzioni di AI di TIM Enterprise migliorano il processo decisionale e offrono un vantaggio competitivo, integrandosi con CRM ed ERP, e rispettando gli standard internazionali di protezione dei dati.
La Generative AI è una tecnologia di punta che facilita la conversazione attraverso chatbot e avatar. In questo ambito, TIM Enterprise supporta i clienti con TIM AICA, un Customer Assistant basato sulla Generative AI “RAG & Play”, capace di fornire risposte dettagliate e accurate.

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