Intelligence Usa: da Mosca 300 mln di dollari ai partiti di 20 paesi. Fonti: c’è anche l’Italia
Dal 2014 la Russia ha trasferito oltre 300 milioni di dollari a partiti politici, dirigenti e politici stranieri per influenzarne l’opinione pubblica
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
A partire dal 2014, l’anno dell’occupazione della Crimea, la Russia ha trasferito oltre 300 milioni di dollari a partiti politici, dirigenti e politici stranieri di oltre una ventina di Paesi per esercitare il suo «soft power» e influenzarne l’opinione pubblica a proprio favore. Ed è probabile che si tratti di «cifre minime» rispetto a quelle investite complessivamente da Mosca, mentre si prepara nei prossimi mesi ad affidarsi sempre di più ai suoi mezzi di influenza per minare le sanzioni internazionali a suo danno.
A rivelarlo è stato un alto funzionario dell’amministrazione Biden in una conference call, mentre il Dipartimento di Stato rendeva noto un cable inviato dal segretario di Stato Antony Blinken a numerose ambasciate e consolati Usa all’estero. Diverse fra queste sono Europa, Africa e Asia del sud, scatenando timori su ingerenze del Cremlino nella politica dei singoli paesi. Polemica in Italia, dove diversi partiti chiedono di «fare chiarezza» su chi avrebbe incassato denaro dal Cremlino.
Il presidente del Copasir, Adolfo Urso, aveva smentito il 14 settembre la presenza di partiti italiani nel report, dichiarando che «non esistono notizie» in questo senso. Ora però una fonte dell’amministrazione Usa, citata dal quotidiano Repubblica, sostiene il contrario: il nostro paese comparirebbe nel dossier, anche se non sono noti i nomi delle sigle politiche coinvolte.
L’effetto «sorpresa» alla vigilia delle elezioni
Il cable, contrassegnato come «sensibile», contiene una serie di talking point che i diplomatici Usa dovranno sollevare con i governi che li ospitano in merito alla supposta interferenza russa. Si tratta di informazioni declassificate di un report dell’intelligence Usa, sulla scia di quanto già fatto dalla Casa Bianca per anticipare e smascherare le mosse del Cremlino in Ucraina. Informazioni che sono state condivise con i governi dei Paesi alleati coinvolti.
La mossa ha seminato il panico soprattutto in Europa ed è piombata come una possibile «September surprise» alla vigilia delle elezioni legislative italiane, dove parte del dibattito politico verte su sanzioni occidentali e postura verso Vladimir Putin. L’informativa non indica specifici target russi e, comunque ,non è la prima volta che l’intelligence Usa denuncia una campagna di influenza a suon di finanziamenti sui partiti nazionalisti, anti europei e di estrema destra.

