Inserimento lavoro disabili, fino a 32mila euro per assunzione
Il bando di Regione Lombardia e Unioncamere è stato prorogato fino al 19 dicembre prossimo
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Nonostante l’inasprimento delle sanzioni per la mancata assunzione di lavoratori disabili (196,05 euro per giorno di scopertura, ndr) sono ancora molte le imprese lombarde che preferiscono pagare multe salatissime piuttosto che adeguarsi alla normativa e inserire dipendenti che appartengono alle categorie protette. Per dare l’idea di quanta strada ci sia ancora da fare basta dare un’occhiata al salvadanaio regionale che raccoglie, per legge, le sanzioni pecuniarie e i contributi esonerativi delle aziende: quest’anno il Fondo per l’occupazione dei disabili ha superato gli 80 milioni.
In questo contesto si inserisce il bando di Regione e Unioncamere Lombardia sul lavoro inclusivo, che è stato volutamente prorogato fino al 19 dicembre prossimo.
L’avviso non è un semplice erogatore di risorse ma ha l’ambizione di volere portare un cambio di mentalità nella comunità. La prassi che sottintende al bando è stata concordata con le associazioni, le parti datoriali e sindacali (il tavolo 68 così chiamato dalla legge 68/99, la legge quadro per il Diritto al lavoro dei disabili) per cercare di centrare al massimo gli obiettivi che comporta l’inserimento dei lavoratori disabili nel mondo del lavoro.
«Il nostro punto di partenza è stata la volontà di portare un cambiamento culturale tra le imprese – spiega l’assessore regionale al Lavoro e istruzione, Simona Tironi – Abbiamo voluto puntare in alto con la consapevolezza che l’assunzione di un lavoratore disabile non può essere solo un adempimento legislativo ma è necessaria la consapevolezza che il neo assunto sia un grande valore da inserire nella propria azienda. Possiamo mettere in campo le migliori iniziative del mondo ma senza questo cambio di mentalità non si va da nessuna parte».
Secondo la filosofia dell’avviso le persone oltre ad essere accolte devono essere valorizzate perché se la mansione non è adeguatamente studiata è a rischio l’intero percorso di inserimento lavorativo. L’ottica deve essere quella del valore aggiunto, non un mero adempimento formale.


