La sentenza

Insegnanti di religione, stop al precariato “a vita”

I giudici del Tribunale di Civitavecchia hanno stabilito che, se un docente supera i 36 mesi di servizio con i rinnovi automatici e in assenza di concorsi triennali per l'immissione in ruolo, scatta il diritto al risarcimento del danno per abuso di contratti a termine

di Pietro Alessio Palumbo

 (Adobe Stock)

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Il Tribunale di Civitavecchia (sentenza 375/2026) ha chiarito che la reiterazione dei contratti a termine per l'insegnamento della religione cattolica, pur in presenza di una disciplina speciale, non può trasformarsi in una precarietà senza fine. I giudici hanno stabilito che, qualora un docente superi i 36 mesi di servizio attraverso rinnovi automatici e in assenza di concorsi triennali per l'immissione in ruolo, scatta il diritto al risarcimento del danno per abuso di contratti a termine.

La vicenda

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