La stretta sul sostegno

Taglio reddito di cittadinanza, Cgil e opposizione all’attacco. Anci: problemi tecnici, al lavoro per risolverli

È scontro totale tra maggioranza e opposizione: la maggioranza difende la propria scelta con Fratelli d’Italia che va anche oltre mettendo nel mirino l’operato dell’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico ed evocando una commissione d’inchiesta sul suo operato. Idea che scatena la rabbia dei 5 stelle

Inps: cala la spesa per il Rdc e aumenta per la famiglia

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Sono in corso contatti tra l’Anci e il ministero del Lavoro per cercare di risolvere alcuni problemi tecnici che causano lo scarto temporale tra il momento in cui viene revocato il Reddito di cittadinanza e l’effettiva verifica sugli aventi diritto (il cui termine ultimo è dicembre): in diversi casi il Reddito potrebbe quindi essere revocato e poi riattribuito. È quanto si apprende dall’Anci. L’Inps non avrebbe inoltre potuto mettere a disposizione tutti i dati dei beneficiari e ciò ha creato difficoltà ai Comuni nel redigere gli elenchi dei nuclei familiari fragili.

L’esecutivo intanto difende le scelte sul reddito di cittadinanza e bolla come “pretestuose” le proteste delle opposizioni. Il sottosegretario per l’Attuazione del programma di governo, Giovanbattista Fazzolari, ribadisce che «la modifica voluta dal governo tutela i fragili. Le persone che perderanno oggi il reddito di cittadinanza, lo avrebbero perso anche con la norma dei grillini».

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Cgil, buco procedure, centinaia di migliaia senza sostegni

Ma la Cgil attacca. Con lo stop al reddito di cittadinanza, «centinaia di migliaia di persone dai prossimi giorni si ritroveranno senza sostegni». È l’allarme lanciato da Daniela Barbaresi, responsabile delle politiche sociali e sanità della Cgil. «Il governo - ha spiegato - sta scaricando l’onere sui Comuni, ma i Comuni non ce la fanno, non hanno risorse e non hanno personale» per permettere ai servizi sociali di prendere in carico le persone e di comunicare la presa in carico all’Inps. In più “mancano le procedure, mancano le circolari, manca l’attivazione del supporto alla formazione, che non partirà comunque prima di settembre.

Sospeso il reddito di cittadinanza a 169.000 con sms

L’Inps: nessuno sarà lasciato solo

Nessuno sarà lasciato solo: è il messaggio dell’Inps con il quale il Direttore dell’area metropolitana di Napoli, per utenza il secondo d’Italia, Roberto Bafundi, rassicura i 169mila beneficiari del reddito di cittadinanza che da agosto non riceveranno più il sussidio poiché non hanno nel nucleo minori, disabili o over 65. «Non abbandoniamo nessuno - spiega - circa la metà di queste persone sono in una situazione di disagio sociale (ad esempio tossicodipendenza o disagio abitativo, ndr) e potranno rivolgersi ai servizi sociali e se inseriti in un progetto multidimensionale di recupero potranno avere ancora il sussidio. Gli altri dovranno andare ai centri per l’impiego e firmare il Patto di servizio personalizzato per essere avviati al lavoro».

La protesta a Napoli

Il 28 luglio centinaia di persone, dopo aver ricevuto l’sms sullo stop all’erogazione del Rdc, hanno protestato e chiamato l’Inps di Napoli e della provincia - in testa per numero di sussidi - per avere chiarimenti in merito ai nuovi requisiti. In molti si sono recati presso le sedi delle municipalità, a partire da quella di Scampia: la legge prevede infatti che i nuclei al quale verrà sospeso il reddito, dovranno essere presi in carico dai servizi sociali del Comune.

In partenza una campagna di comunicazione

Bafundi ha detto che l’Inps lavora perché ci sia sinergia tra l’Istituto, i centri per l’impiego, i servizi sociali e gli enti di formazione nel gestire le nuove norme sul reddito di cittadinanza che prevedono la sospensione dopo sette mesi di percezione del sussidio se nella famiglia non ci sono minori, disabili o anziani. E ha spiegato che presto partirà «una forte campagna di comunicazione» per dare tutte le informazioni in modo che si possa velocemente andare verso un patto di inclusione o di formazione lavoro.

Le prossime tappe

Coloro che sono giudicati occupabili «dovranno attivarsi presso tre agenzie per il lavoro. Se non si trova un’occupazione partirà un percorso formativo e avranno diritto al sostegno alla formazione lavoro che vale 350 euro al mese per 12 mesi. Questo sostegno è personale e non legato al nucleo familiare quindi possono ottenerlo, se si partecipa a corsi di formazione accreditati, anche più persone nella stessa famiglia».

Tra agosto e dicembre altre 80mila comunicazioni

Tra agosto e dicembre arriveranno altre 80mila comunicazioni circa ad altrettanti beneficiari per la sospensione del reddito che terminano il periodo di sette mesi di percezione della misura. Circa la metà dovrebbero essere avviati ai servizi sociali per il patto di inclusione.

Su Rdc sinergia con centri impiego e servizi sociali

Bafundi spiega che l’Inps lavora perché ci sia sinergia tra l’Istituto, i centri per l’impiego, i servizi sociali e gli enti di formazione nel gestire le nuove norme sul reddito di cittadinanza che prevedono la sospensione dopo sette mesi di percezione del sussidio se nella famiglia non ci sono minori, disabili o anziani. Presto, annuncia, partirà «una forte campagna di comunicazione» per dare tutte le informazioni in modo che si possa velocemente andare verso un patto di inclusione o di formazione lavoro.

Scontro tra maggioranza e opposizione

Intanto a livello politico è scontro totale tra maggioranza e opposizione. La maggioranza difende la propria scelta con Fratelli d’Italia che va anche oltre mettendo nel mirino l’operato dell’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico ed evocando una commissione d’inchiesta sul suo operato.

Idea che scatena la rabbia dei 5 stelle e carica a pallettoni Giuseppe Conte che parla, senza mezzi termini di “bullismo istituzionale”.

La tensione su questo fronte è, dunque, al massimo mentre tornano le distanze anche sul salario minimo, nonostante una nuova apertura, sia pure con tante riserve, della premier Giorgia Meloni.

Tanta diffidenza pervade i due schieramenti ad una settimana dal voto, in Aula alla Camera, della sospensiva del centrodestra per rimandare a settembre l’esame del provvedimento.

Schlein: «Scelta brutale»

Ma è sul fronte del reddito che si consuma lo strappo violento. L’opposizione va all’attacco della decisione comunicata dall’Inps via sms a tanti beneficiari dell’aiuto. Una scelta “brutale”, commenta la leader Dem Elly Schlein.

«La risposta della destra - aggiunge - a persone che hanno difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena è sostanzialmente: “fatti vostri”. Non ci stiamo».

«“Meloni - accusa anche Conte - ha voltato le spalle a chi soffre senza neanche metterci la faccia, con un sms. Un modo per dire “Arrangiatevi”».

La difesa del centrodestra

Il centrodestra non ci sta e passa al contrattacco. «Il reddito di cittadinanza - dice il capogruppo di FdI alla Camera Tommaso Foti - nel tempo si è rivelato una misura assistenzialista, nata con uno scopo demagogico, scritta male, attuata peggio, il che ha comportato enormi danni all’erario».

Fratelli d’Italia arriva dunque a chiedere una commissione d’inchiesta sull’operato di Pasquale Tridico quando era a capo dell’Inps.

Un attacco frontale a un uomo considerato vicino al leader M5s e da lui nominato a suo tempo alla guida dell’istituto.

«Sono reazioni gravi - è la replica di Conte - che respingiamo fermamente: Non riusciranno a intimidirci con il loro tentativo di bullismo istituzionale».

Guerra (Pd): colpite famiglie povere senza minori o persone gravemente disabili

«Diciamolo forte: le 169 mila famiglie a cui è stato tolto il reddito di cittadinanza via sms sono famiglie povere - sottolinea in una nota Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro nella segreteria Pd -. La loro unica colpa è che al loro interno non ci sono minori, persone gravemente disabili, o persone con più di 60 anni. Un’assurdità. Altre famiglie perderanno presto ogni aiuto. Ma chi sono? Si tratta di lavoratori che guadagnano troppo poco (lavoratori poveri), di persone con difficoltà di inserimento sul mercato del lavoro perché prive di titolo di studio, di persone che vivono in zone in cui trovare un lavoro è estremamente difficile, di donne che hanno passato parte della loro vita a far crescere i figli, di studenti che dovranno interrompere i loro corsi di studio, di tanti adulti con disagi profondi, a cui è promessa una “eventuale” presa in carico da parte dei servizi sociali. Ma il disagio più frequente è quello abitativo, che si riverserà sui Comuni in aggiunta a quello creato dal taglio del fondo per l’affitto. Grazie a questa destra destra, l’Italia è ora, definitivamente, l’unico paese dell’Unione Europa che non ha una misura universale di contrasto alla povertà, una misura cioè che riguardi cioè tutti i poveri. È davvero una vergogna».

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