Il traguardo

Inps: conclusione nei tempi per i pensionamenti scuola 2026

Quasi il 95% delle nuove pensioni liquidate già a settembre, nel mese successivo alla cessazione dal servizio.

 Imagoeconomica

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Si avvia positivamente alla conclusione, anche per il 2026, la campagna pensionamenti del personale della scuola, che vede tra l'altro quasi il 95% delle nuove pensioni liquidate già a settembre, nel mese successivo alla cessazione dal servizio. Lo fa sapere l'Inps, sottolineando “l'impegno costante” dell'Istituto nel corso dell'intero anno, sia a livello centrale che sul territorio.

Le cifre

Nell'ambito della campagna 2026, l'Inps ha definito circa 37mila domande di cessazione dal servizio (la maggior parte con esito positivo), pari al 97% del totale, consentendo al ministero dell'Istruzione e del Merito di completare nei tempi previsti le operazioni di mobilità e di immissione in ruolo necessarie per l'avvio del nuovo anno scolastico. Particolarmente significativo anche il risultato conseguito nella fase di liquidazione delle pensioni, sottolinea ancora l'Istituto. A 31.870 lavoratrici e lavoratori della scuola, tra docenti e non docenti, è stato infatti garantito il pagamento della pensione già nella mensilità di settembre (le cessazioni dal servizio del personale sono concentrate al 31 agosto di ogni anno), con accrediti effettuati il primo, il 7 e il 21 settembre, in continuità con l'ultimo stipendio percepito nel mese di agosto. Il dato rappresenta quasi il 95% degli aventi diritto. I risultati raggiunti “confermano il trend positivo registrato negli ultimi anni e segnano il conseguimento del miglior risultato finora ottenuto dall'Istituto nella gestione dei pensionamenti del comparto scuola, con quasi il 95% delle pensioni liquidate già nel mese successivo alla cessazione dal servizio”, evidenzia l'Inps.

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Il direttore De Fazio: “modello organizzativo efficace”

Si tratta, afferma il direttore della Direzione centrale Pensioni dell'Inps, Domenico De Fazio, “di un risultato che testimonia l'efficacia del modello organizzativo sviluppato in sinergia con il ministero e il forte impegno profuso dalle nostre strutture, in particolare, dalle sedi provinciali dell'Istituto, che si sono confermate determinanti per lo svolgimento di un'attività così importante al servizio del Paese e di un comparto nevralgico dell'ecosistema dello Stato sociale. Un ringraziamento va anche alle istituzioni scolastiche e agli uffici territoriali del ministero, con cui la collaborazione si conferma un elemento imprescindibile per il raggiungimento di questi risultati”.

Un terzo dei dipendenti pubblici

L'attività, evidenzia l'Inps, riveste particolare rilevanza. Il comparto scuola rappresenta circa un terzo dei dipendenti pubblici e, per evidenti esigenze organizzative legate all'avvio dell'anno scolastico, le cessazioni dal servizio del personale docente e non docente sono concentrate al 31 agosto di ogni anno.

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