Piano casa, stretta anti furbetti. Dati al Fisco e stop ai benefici
di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
di Giovanna Mancini
3' di lettura
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Condannati a innovare. Questa “maledizione”, che accomuna tutti i settori produttivi della manifattura italiana, sembra tanto più vera per un comparto come quello dell’arredo-design, che della creatività, dell’ingegno e dell’innovazione ha fatto il suo biglietto da visita nel mondo.
Sarà anche per questo che, nonostante il rallentamento dell’economia globale e in particolare di quella italiana, le quasi 30mila imprese del settore hanno chiuso il 2018 con un incremento della produzione incoraggiante (+1,9%, dati forniti dal Centro studi di FederlegnoArredo), che conferma la ripresa avviata nel 2015.
«Innovare», ovviamente, significa tante cose. Significa innanzitutto investire in ricerca e sviluppo per ideare forme inedite e trovare nuovi materiali da utilizzare, più performanti, possibilmente ecosostenibili e funzionali alle esigenze di una società in continua evoluzione. Certo, non siamo ai livelli di settori come la farmaceutica o la meccanica, ma le aziende dell’arredo si difendono bene: secondo una recente indagine di FederlegnoArredo tra gli associati, il 65% delle imprese ha investito in R&S nell’ultimo anno e una quota analoga intende farlo anche nel 2019. Nel 2018, nell’intera filiera legno-arredo c’è stato un aumento degli investimenti nell’ammodernamento dei processi produttivi, passati dal 2% circa del fatturato nel 2017 al 4,2%, grazie soprattutto alla spinta degli incentivi legati a Industria 4.0.
Innovare significa però anche trasformare la propria governance, evolvere il modello societario, creare sinergie con altre imprese per aumentare la propria competitività. Significa investire su mercati nuovi, sulla costruzione e comunicazione del proprio brand, oltre che sui modelli di distribuzione più adeguati ai diversi scenari. Su questo fronte non si può dire che le aziende dell’arredo-design italiano siano particolarmente dinamiche, anche se negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti.
Di tutte queste istanze sarà specchio e insieme motore il Salone del Mobile di Milano che inaugura questa mattina con oltre 2.800 espositori (compresi i giovani designer del SaloneSatellite) in fiera a Rho fino a domenica prossima. Sì, perché la manifestazione non si limiterà a mettere in mostra, come ogni anno, le ultime novità in termini di creatività e prodotto, ideate dalle aziende italiane ed estere (che rappresentano il 24% del totale espositori), ma rappresenterà anche materialmente, attraverso l’innovazione di alcuni format, le grandi trasformazioni industriali e commerciali in atto nel settore dell’arredamento. A cominciare da quelle che interessano il mondo del lavoro e quindi dei mobili per l’ufficio, che avranno perciò una nuova collocazione all’interno del Salone, fino all’attenzione crescente, da parte delle aziende, per l’ideazione di soluzioni progettuali, più che per i singoli prodotti, un trend ben rappresentato nel nuovo spazio «S.Project».