Innocenti, la storia del brand di Lambrate
Trent’anni di vicissitudini della casa d’auto milanese che ha scritto un importante capitolo dell’industria italiana
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Sul finire degli anni ’50 a Lambrate ha sede una delle più importanti aziende italiane operanti nei settori della meccanica pesante, dei tubi e relative applicazioni e degli scooter: la Innocenti. Nonostante fosse stata messa in ginocchio dalla Seconda Guerra Mondiale, la Innocenti era riuscita a risollevarsi grazie alle accorte politiche attuate dal suo presidente e fondatore, Ferdinando Innocenti.
Parte la riconversione verso l’auto
Nel 57/58 iniziano gli studi per una vettura interamente prodotta a Lambrate. A questo primo studio segue la valutazione di una collaborazione con la tedesca Glas per produrre una vetturetta utilitaria di 400cc prendendo spunto dalla Goggomobil. Anche questa ipotesi naufraga, perché la produzione di una vettura con queste caratteristiche causerebbe tensioni con Fiat, importante cliente per quanto riguarda la vendita di presse. Inoltre c’è il rischio che Fiat abbassi i prezzi delle proprie utilitarie per stroncare sul nascere questa nuova avventura della Innocenti. Seguono contatti con varie case automobilistiche, finché nel 1959 si da il via alle trattative con BMC per la produzione su licenza dell’Austin A40, modello che si colloca in un segmento di mercato in cui Fiat è assente e che associa alla robustezza di una meccanica ormai collaudata lo stile di Pininfarina.
A Lambrate parte la produzione automobilistica
A luglio viene firmato il contratto con BMC. Inizialmente è previsto l’assemblaggio e la verniciatura dei pezzi forniti dall’azienda inglese, ma presto a Lambrate verranno anche stampati i lamierati per la nuova vettura.Alla fine del 1960 gli impianti sono operativi e dalle catene di montaggio, approntate sulle aree che avevano ospitato la produzione bellica, escono le prime Innocenti Austin A40. Prevista una produzione massima di 100 vetture al giorno. Verso la fine del 1965 inizia la produzione del modello di maggiore diffusione mai costruito dalla Innocenti: la Mini.
Il modello di maggiore diffusione è la Mini
Questa vettura era già in produzione dal 1959 presso la Austin Morris e veniva importata in Italia dalla BMC. Le vendite in Italia non raggiungevano però livelli soddisfacenti, a causa del regime protezionistico e dei costi di trasporto. In questo contesto la BMC decide di proporre alla Innocenti la produzione anche di questo modello. Il 6 maggio 1972 la Innocenti Autoveicoli comunica l’acquisizione del pacchetto azionario da parte di BLMC. Il nome dell’azienda cambia in “Innocenti Leyland” e Mr. Geoffrey Robinson, dopo essersi distinto per l’abilità nella conduzione delle trattative, ne diventa l’amministratore delegato. Alla fine del 1974 la Innocenti Leylad proclama lo stato di crisi. Dopo 132 giorni di occupazione della fabbrica il 26 novembre del 1975 la Innocenti Leyland è in liquidazione.
Il salvataggio di Innocenti affidato a De Tomaso
Tra una serie di annunci e smentite sui piani al vaglio del governo per l’acquisizione della Innocenti si giunge al febbraio 1976. Le proposte sul tavolo del governo sono quelle di Honda, di Fiat, dei sindacati e di De Tomaso. Se fino a poche settimane prima l’ipotesi Fiat era data per certa, ora sembra che sarà De Tomaso a salvare la Innocenti. L’imprenditore prevede di intervenire assieme alla Gepi ed alla stessa Leyland per produrre a Lambrate motociclette, furgoni di piccola cilindrata ed una mini vettura da 400cc, oltre a proseguire con la produzione della Mini. Tale piano si propone di riassorbire l’intero organico della Leyland Innocenti, garantendo inoltre l’occupazione per i lavoratori dell’indotto e della rete commerciale. De Tomaso ha già risanato, con l’intervento pubblico della Gepi, altre aziende tra cui la Moto Guzzi, e sta portando avanti un programma simile alla Maserati.













