Previdenza per i giovani

«Iniziativa interessante», coro unanime dei partiti con un occhio ai conti

Favorevole il sottosegretario Durigon (Lega), più cauti Fdi e Forza Italia. Attenzione di Pd e 5Stelle che però segnalano i rischi della denatalità

di Vitaliano D'Angerio

Entrata Montecitorio

3' di lettura

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Interessante. Da approfondire. Senza dimenticare la sostenibilità per i conti dello Stato. È questo il tono generale della politica davanti all’iniziativa previdenziale dei 10 euro al mese per i neonati lanciata da Plus24. C’è grande attenzione per la possibile riforma sia da parte della maggioranza che dell’opposizione.

La maggioranza

«La proposta del Governo tedesco di fornire dal compimento dei 6 anni fino alla maggiore età una contribuzione previdenziale di 10 euro mensili da corrispondere al raggiungimento dell’età pensionabile è sicuramente molto interessante seppur non totalmente innovativa, dato che alcune società assicuratrici già offrono questo servizio a livello privatistico – fa notare Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile del dipartimento economia di Fdi –. Come Fratelli d’Italia guardiamo con attenzione a queste misure, ma ovviamente dobbiamo “fare i conti” nel vero senso della parola con la sostenibilità pur in presenza di un differimento dell’erogazione al momento del raggiungimento della pensione».

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Cauto anche Maurizio Casasco, responsabile per l’economia e parlamentare di Forza Italia: «Tutto si può fare ma sempre compatibilmente con le nostre disponibilità di bilancio che non sono paragonabili a quelle tedesche. Comunque è una proposta sulla quale si potrebbe anche essere d’accordo perché va nella direzione da noi auspicata di dare vita a riforme strutturali che tendano a mettere in sicurezza il futuro dei nostri concittadini».

Chi sposa in pieno la linea previdenziale per i neonati è il leghista Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro: «Appoggiamo totalmente l’iniziativa dei 10 euro al mese che, a nostro avviso, deve riguardare sia il primo che il secondo pilastro, quindi la previdenza complementare. Il sistema dei fondi pensione, in particolare, va assolutamente rafforzato. Il meccanismo contributivo è infatti diventato prevalente e dunque è fondamentale qualunque iniziativa che incentivi la previdenza».

L’opposizione

Interesse per l’iniziativa previdenziale anche da parte dei partiti all’opposizione. «La proposta va sicuramente approfondita e verificata – afferma Antonio Misiani, parlamentare e responsabile economia e finanze del Pd –. Credo che la capacità futura del sistema pensionistico di garantire trattamenti dignitosi, in un quadro complicato dalla precarizzazione del mondo del lavoro e di progressivo invecchiamento della popolazione, debba essere tenuto nella massima considerazione. Detto questo, il problema oggi in Italia è aumentare il numero dei nati, oltre che pensare alle loro pensioni. In Italia nel 2025 la natalità è crollata al minimo storico di sempre. Sono numeri drammatici, che dovrebbero spingere il Governo ad abbandonare la politica dei bonus una tantum in favore di interventi strutturali».

Attenzione all’iniziativa e preoccupazione per la denatalità anche da parte di Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato del movimento 5Stelle e componente commissione Bilancio: « Potrebbe essere una proposta valida, che avrebbe uno scarso impatto sui conti pubblici. Tuttavia non risolve i maggiori problemi che attanagliano il Paese, sia per quanto concerne il sistema pensionistico sia per quanto riguarda la crisi della natalità. Servono interventi più immediati e incisivi per uscire da questa spirale, è impensabile infatti mantenere questa curva delle nascite. Se tali numeri dovessero mantenersi a lungo o addirittura peggiorare, non basterebbero di certo interventi tampone per reggere il sistema pensionistico».

Elena Bonetti, capogruppo di Azione in commissione Bilancio della Camera, spiega che «la proposta è certamente interessante e assume la giusta prospettiva, va approfondita e affinata a livello tecnico. Per troppo tempo la politica ha scaricato i costi e i debiti delle scelte sulle future generazioni, che rischiano di ritrovarsi così senza le risorse necessarie per un welfare adeguato».

Infine appoggia l’iniziativa, Luigi Marattin, segretario nazionale dei Liberaldemocratici ed ex presidente della commissione Finanze: «La nostra opinione è favorevole. In generale la nostra linea politica è che sul comparto previdenziale ogni eventuale esborso aggiuntivo da parte dello Stato deve beneficiare i giovani e non i pensionati o i pensionandi».

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