Situazione tanto più preoccupante a fronte delle chiusure e/o delle limitazioni al transito dei mezzi pesanti di diversi valichi e che ha visto da questo punto di vista il 2023 come un vero e proprio anno nero.
Criticità legate ad una serie di eventi negativi che si sono succeduti a ripetizione, mettendo in luce la fragilità del sistema. Pur avendo una dimensione e una portata di livello europeo, le limitazioni alla circolazione ai valichi alpini creano il maggiore impatto all’economia italiana e alle nostre imprese. Infatti, l’intero interscambio commerciale dell’Italia che avviene attraverso questi corridoi di transito è pari a 180 milioni di tonnellate per un valore economico di circa 550 miliardi di euro. Flussi strozzati o limitati in più direzioni.
I lavori sul tunnel del Bianco prevedono infatti chiusure prolungate di 3-4 mesi per almeno 18 anni mentre il traffico ferroviario verso il Frejus resterà interrotto fino a giugno. A ciò si aggiunge l’incidente capitato nel tunnel ferroviario del Gottardo, che ha bloccato interamente la circolazione per due settimane: il ritorno alla normalità in questo caso è previsto non prima di settembre.
Infine, sul fronte del Brennero, il governo austriaco ha confermato limitazioni al traffico pesante e le alternative possibili per poter spostare una quota significativa di merci su rotaia, sono legate alla conclusione dei lavori per la galleria di base, prevista per il 2032.
«Il rapporto - commenta il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella - registra performance leggermente migliori rispetto all’anno precedente, con il 67% degli interventi che ha avuto progressi nell’ultimo anno in particolare per quanto riguarda i grandi assi ferroviari e alle infrastrutture di accessibilità all’aeroporto di Malpensa. Continua invece a essere molto in sofferenza il versante dei corridoi europei che attraversano la nostra regione: oltre ai blocchi e rallentamenti dei valichi alpini, che stanno danneggiando l’interscambio delle nostre imprese con il Nord Europa, preoccupano i ritardi sulle nuove infrastrutture ferroviarie di connessione al tunnel del Gottardo e nella realizzazione delle infrastrutture lungo il Corridoio Reno-Alpi. Emerge poi una criticità tutta lombarda a far partire e avanzare i cantieri rispetto alle altre regioni del Nord, a cui si aggiunge il mancato completamento della Pedemontana. Per le imprese sarebbe infine auspicabile un chiarimento in merito alla strategia europea sullo “shift modale”, perché la Direttiva ‘Pesi e Dimensioni’ sul trasporto su strada sembra in contraddizione rispetto agli obiettivi UE di riduzione delle emissioni al 2030».