Infrastrutture avanti con qualche ritardo
di Valeria Zanetti
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Bene ma non benissimo. Questo il verdetto del sistema confindustriale del Nord Italia sullo stato di avanzamento delle opere in corso, sostenute da fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) o da finanziamenti di altra natura, come ad esempio quelli straordinari in vista delle olimpiadi invernali Milano-Cortina. A scattare la fotografia è l’edizione 2024 del consueto rapporto Osservatorio Oti (Osservatorio territoriale infrastrutture) Nord, sostenuto dalle confederazioni regionali degli industriali del Settentrione d’Italia - tra cui le territoriali di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, con il supporto di Fondazione Nord Est - che monitora l’avanzamento progettuale e la realizzazione di 86 grandi interventi infrastrutturali. Ne risulta che l’anno scorso, l’83% dei cantieri ha proseguito il suo iter, pur con un lieve peggioramento rispetto al 2023. In pratica, il 66,7% dei lavori per le grandi infrastrutture della macroregione è proseguito secondo i programmi; l’anno prima la percentuale era del 78%. Non sono mancati rallentamenti o criticità. A Nord-Est, la situazione è comunque migliore che altrove, con una sola opera in grave ritardo: la bretella ferroviaria tra Mestre e l’aeroporto di Venezia. Un cantiere su cui tra l’altro grava la scadenza (giugno 2026, ndr) legata all’utilizzo dei fondi Pnrr.
Quest’anno – si legge nel rapporto - se verranno rispettati gli attuali cronoprogrammi, si concluderanno alcuni cantieri monitorati, ma il 2025 sarà soprattutto un anno di prosecuzione di lavori già avviati. Infatti, è a partire dal 2026 che diversi sistemi infrastrutturali vedranno molte opere arrivare a conclusione. Per tenere alta l’attenzione sui lavori in corso, tuttavia, per la prossima edizione dell’Osservatorio, il sistema confindustriale veneto ha chiesto di inserire il monitoraggio di sei nuove opere. Si tratta della Nuova Romea Commerciale, di collegamento tra Ravenna e Mestre; della Valdastico Nord (il prolungamento A31); del potenziamento della superstrada pedemontana veneta; dell’autostrada A13 e del completamento della strada regionale che collega Carceri, nel Padovano, con Legnago, nel Veronese. Sempre a Verona, infine, riflettori accesi sulla riqualificazione e l’ampliamento del terminal passeggeri dell’aeroporto Catullo, che dovrebbe essere concluso in tempo per le Olimpiadi invernali, sempre più vicine e che coinvolgeranno anche il capoluogo scaligero oltre alle Dolomiti venete.
«Tra i lavori che stiamo seguendo con grande attenzione - commenta infatti Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto – ci sono anche quelli relativi a Milano Cortina 2026, che stanno procedendo con i cantieri previsti. Restiamo fiduciosi che il completamento di queste infrastrutture avvenga nei tempi prospettati. Auspichiamo inoltre che entro l’anno si avviino i lavori per il fondamentale elemento di snodo costituito dalla variante di Longarone. Il merito di queste opere va infatti al di là dei grandi eventi strettamente connessi alle Olimpiadi invernali, ma costituiscono un elemento di valorizzazione e di sviluppo stabile per tutti i territori montani».
Tra le opere, rispetta le tempistiche la Tav nella tratta Brescia-Verona e anche Verona-Padova, inclusa nel Pnrr: il primo lotto (Verona-bivio Vicenza) sarà completato nel 2026, il secondo (attraversamento di Vicenza) nel 2032. Tuttavia, per rispettare le scadenze, occorre reperire risorse finanziarie ancora mancanti, segnala il rapporto. Seguono la tabella di marcia anche la velocizzazione della Venezia-Trieste, il tunnel di base del Brennero, l’hub portuale di Venezia e il terminal passeggeri dell’aeroporto Marco Polo del capoluogo veneto. Al contrario, rallenta la realizzazione della terza corsia dell’A4 tra Quarto D’Altino e Villesse fino a Sistiana, a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per il potenziamento dell’A22 del Brennero è indispensabile attendere l’esito della gara riguardante il rinnovo della concessione cinquantennale, per la quale il ministero delle Infrastrutture e trasporti ha pubblicato il bando in scadenza a fine maggio.
Bene infine, gli interventi previsti sull’Interporto Quadrante Europa di Verona, il primo in Italia ed il secondo in Europa, dove a dicembre sono iniziati i lavori per l’installazione di una quarta gru nel terzo modulo del terminal, per migliorare l’efficienza nelle operazioni di carico e scarico. Successivamente, è prevista la costruzione di due nuovi binari nella zona di stoccaggio, aumentando la capacità operativa del terminal ed infine la realizzazione del quarto modulo, dotato di sei binari a standard europeo di 750 metri, per sostenere l’aumento del traffico merci previsto con l’apertura della Galleria di base del Brennero. Un tema cruciale, quello della logistica, che le Confindustrie di Nord Est tengono sotto osservazione. «Confindustria Veneto, in particolare, da tempo segue le evoluzioni in atto su questo fronte, dal momento che proprio il Pnrr prevede investimenti finalizzati a nuovi modelli e piattaforme di gestione delle merci per incrementare efficienza e sostenibilità nella loro movimentazione», commenta Boscaini.


