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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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In queste settimane di incertezza economico finanziaria è naturale rivolgere la propria attenzione verso forme alternative d’investimento moderne, digitali e anche molto popolari. Ma digitale e innovativo non significa necessariamente efficiente, e certamente non significa sicuro.
Dopo il periodo pandemico, che ha aumentato molto l’attenzione alle forme elettroniche d’investimento, gli asset digitali come le criptovalute sono cresciuti a dismisura sia in termine di volume degli scambi che di prezzo.
Ogni criptovaluta è divisa in token digitali scambiati su un registro distribuito online (blockchain), non gestito da intermediari bancari o finanziari tradizionali né garantito da enti pubblici, come la banca centrale. La blockchain nasce dunque come sistema di scambio alternativo ai mercati regolamentati, centralizzati e pubblici. Attraverso l’accesso crittografico la blockchain permette di effettuare transazioni utilizzando indirizzi pseudonimi, garantendo un elevato grado di privacy e sicurezza. Diversamente dal portafoglio digitale presso un intermediario finanziario, l’accesso alla blockchain è crittografato e le credenziali di accesso non sono resettabili. Molti investitori, digiuni di crittografia, acquistano e vendono le criptovalute attraverso intermediari digitali che in Europa sono sottoposti a crescenti controlli e monitoraggio. Acquistando una criptovaluta, il singolo investitore investe in un asset digitale privo delle garanzie pubbliche che caratterizzano la moneta emessa dalla banca centrale. Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) sono tra le cripto più popolari e la loro capitalizzazione di mercato è nell’ordine dei miliardi di dollari USA; i loro prezzi mostrano elevatissima volatilità e rischio. Non sono, dunque, buoni strumenti per la differenziazione di portafoglio e l’investitore deve essere cosciente del fortissimo rischio di perdita.
Le tre caratteristiche dei mercati delle criptovalute identificate sopra (ampie fluttuazioni di prezzo, mancanza di controllo centrale e rapido sviluppo) rappresentano una seria sfida per le teorie tradizionali sul funzionamento dei mercati finanziari e su come i prezzi riflettano le informazioni disponibili sul mercato. Infatti, il buon funzionamento dei mercati finanziari si basa proprio sulla capacità dei prezzi di riflettere le informazioni disponibili, buone o cattive che siano. Un articolo pubblicato sul Journal of Economic Surveys (Fantini, Oldani, Jia, 2026) ha svolto una revisione approfondita della letteratura scientifica sulla misura in cui i mercati delle criptovalute riflettano le informazioni disponibili. Comprendere come le informazioni vengono elaborate in questi mercati è essenziale per gli investitori, i policy maker e i ricercatori. Se i prezzi delle criptovalute non sono in grado di riflettere l’informazione disponibile sul mercato, vi è spazio per opportunità di arbitraggio, anomalie persistenti e manipolazioni del mercato, con potenziali perdite, anche significative, per gli investitori.
Utilizzando un metodo combinato di analisi bibliometrica e revisione tematica, lo studio analizza 977 articoli scientifici pubblicati tra il 2015 e il 2024 e identifica le principali direzioni di ricerca e i metodi utilizzati per comprendere come le informazioni influenzino i prezzi delle criptovalute. I risultati mostrano che i modelli tradizionali di efficienza dei mercati finanziari devono essere adattati alla natura decentralizzata, eterogenea e in rapida evoluzione , integrando contributi della finanza comportamentale, dell’economia della complessità e della teoria istituzionale. Emergono, inoltre, la necessità di dati più affidabili e comparabili e di un quadro regolamentare capace di accompagnare lo sviluppo di questi mercati.