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Influenza: la stagione si avvia al capolinea ma attenzione ai più piccoli

Palamara (Iss): contagi in linea con gli ultimi due anni, picco anticipato ma nessun aggravamento dei sintomi. I vaccini sono risultati efficaci

di Ernesto Diffidenti

Sick exhausted girl in scarf is lying in bed wrapped in blanket. Young woman with fever and headache is measuring temperature with thermometer, treated at home. Winter cold and flu concept.

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Continuano a diminuire le infezioni respiratorie acute che nella settimana dal 23 febbraio al 01 marzo hanno contagiato 7,5 casi persone su 1.000 assistiti. “La stagione influenzale di quest’anno si avvia ad essere di intensità paragonabile alle due precedenti - afferma Anna Teresa Palamara, che dirige il Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità - anche se per alcune settimane avremo ancora un numero significativo di casi soprattutto tra i più piccoli”.

Secondo i dati RespiVirNet, appena pubblicati dall’Iss, sono stimati circa 406mila nuovi casi negli ultimi sette giorni, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 12,6 milioni di contagi influenzali. In pratica ha preso l’influenza un italiano su cinque. L’incidenza più elevata si osserva nella fascia di età 0-4 anni, con circa 30 casi per 1.000 assistiti, ma anche in questa fascia d’età c’è una lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente (31). L’intensità è bassa nelle Provincie di Trento e Bolzano, in Friuli, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata e a livello basale in tutte le altre regioni.

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Picco anticipato ma nessun sintomo grave

“Dal punto di vista virologico - continua Palamara - l’emergere del subclade K del ceppo H3N2, la cosiddetta ’variante K’ ha probabilmente portato ad un anticipo del picco, come avvenuto in altri paesi europei, ma al momento non sono emersi segnali che abbia avuto un effetto anche sulla gravità dei sintomi. Lo dimostrano ad esempio i dati del flusso ospedaliero, dove non si è mai registrata una netta preponderanza di ricoveri per questa variante. In generale anche per questa stagione si conferma la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione, con la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata che ha riguardato persone non vaccinate, come provato anche dai primi studi appena pubblicati”.

Tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per Rhinovirus, VRS, e Metapneumovirus. Nel flusso ospedaliero, tra i virus respiratori i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per Rhinovirus, VRS e Metapneumovirus.

Su Eurosurveillance le prime stime dell’efficacia del vaccino

E cominciano ad arrivare anche i risultati dei primi nove studi preliminari condotti dai ricercatori dell’European IVE group, di cui fa parte anche l’Iss, pubblicati su Eurosurveillance, secondo cui “l’efficacia del vaccino antinfluenzale utilizzato in questa stagione è stata più alta di quanto atteso, e i dati confermano la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione nelle popolazioni per cui è prevista”.

Le ricerche, i cui risultati sono stati utilizzati per la formulazione del vaccino per la prossima stagione, hanno analizzato complessivamente i dati di 16 paesi europei. In alcuni di questi, Italia compresa, la stagione è iniziata precocemente, con i virus del ceppo A che sono risultati predominanti, con la cosiddetta ‘variante K’ che è risultata la più rappresentata. “Questa variante è molto diversa dal virus incluso nel vaccino – si legge nell’articolo - e questo poteva far pensare alla possibilità che potesse aggirare la protezione immunitaria”. I valori di efficacia trovati dagli studi sono stati invece paragonabili a quelli delle stagioni passate. “In una stagione dominata dall’influenza A(H3N2), i risultati dei nove studi europei indicano una efficacia da bassa a moderata – scrivono gli autori - con l’immunizzazione che ha prevenuto da un terzo a metà degli effetti dell’infezione tra le persone vaccinate. L’efficacia in generale è risultata più alta nei bambini che negli adulti”.

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