Dopo il ciclone Ferragni

Agcom, linee guida per gli influencer: trasparenza sulla pubblicità e tutela dei minori

L’Agcom ha pubblicato le linee guida per gli influencer, che ora sono equiparati a fornitori di servizi media audiovisivi

di Andrea Biondi

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2' di lettura

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Vogliamo definirlo un effetto positivo del “ ciclone Ferragni ”? In realtà non è del tutto corretto perché all’Agcom ci stavano lavorando da tempo. La delibera 178/23/CONS – “Avvio della consultazione pubblica relativa alle misure volte a garantire il rispetto, da parte degli influencer, delle disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi” – è dello scorso luglio. Ben prima, quindi, del “pandoro gate” e di tutto il bailamme che dall’imprenditrice digitale è cresciuto fino a far finire sotto la lente tutto il fenomeno di influencer e creator digitali.

Le linee guida

Le vicende legali delle ultime settimane hanno però sicuramente fatto da acceleratore a una pratica già all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio Agcom di dicembre (mercoledì 20), e che ora ha avuto il disco verde. Del resto, ogni fenomeno quando diventa maturo necessita di regole e quello degli influencer non fa evidentemente eccezione. Da qui le linee guida messe nero su bianco dall’Autorità e che, in estrema sintesi, finiscono per partire dalla considerazione di queste figure alla stregua di fornitori di servizi media audiovisivi e perciò da sottoporre alla disciplina del Testo Unico dei servizi media audiovisivi (Tusma).

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I paletti fra spot e tutela minori

In questo quadro a influencer e creator è chiesto di attenersi a regole e paletti. Come la trasparenza sulla pubblicità (e per chi contravviene le sanzioni vanno da 10 a 250mila euro). O anche gli obblighi di tutela dei minori (qui per chi sbaglia le multe sono da 30mila a 600mila euro) e quelli di trasparenza societaria; oppure ancora obblighi in chiave di pluralismo e non discriminazione.

Il campo d’applicazione

L’Autorità – con relatore il presidente Giacomo Lasorella – conclude così quella che nei fatti è la prima (ma fondamentale) parte per circoscrivere i limiti per un fenomeno emergente che vede, secondo le ultime stime, in attività 350mila influencer in Italia con un giro d’affari finale ben sopra i 300 milioni di euro. Attenzione però: perché le linee guida partono proprio dalla definizione del campo d’azione. Chi sono gli influencer o i creator che devono finire sotto osservazione?

Influencer sopra il milione di follower

Agcom ha voluto concentrarsi su influencer o creator suscettibili di generare reddito a valle di accordi commerciali con produttori di beni e servizi o anche a seguito della monetizzazione che potrebbe essere accordata dalla piattaforma. Devono raggiungere un numero significativo di utenti sul territorio italiano e con contenuti in lingua italiana. E comunque, proprio per evitare di mettere sullo stesso piano e confondere chi svolge attività amatoriale e chi lo fa in maniera professionale, l’Autorità fissa in 1 milione la soglia di follower. Numero, questo, raggiungibile dalla somma degli scritti alle piattaforme su cui influencer e creator digitali operano.

Il tavolo tecnico

L’elenco sarà pubblicato sul sito dell’Autorità. E comunque sarebbero almeno 500 secondo i primi screening fatti dagli uffici. Se le disposizioni sono immediatamente applicabili – con i richiami prima di sanzioni che, come detto, possono arrivare a 600mila euro per episodio – l’Autorità prevede comunque l’avvio di un tavolo tecnico. Banalmente ci sarà da chiarire per esempio le modalità con cui segnalare la pubblicità oppure i contenuti non adatti per i minori su schermi differenti da quelli dei televisori che invece già sono normati.

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