«Può sembrare un paradosso, ma nel mondo distratto dei social l’attenzione diventa la leva differenziante per posizionarsi nel tempo e fare la differenza» racconta Luca Casadei, fondatore di Web Star Channel e papà italiano dei creator. Ed è proprio a lui che si deve l’intuizione di Defhouse, un’accademia del talento che dà agli otto influencer residenti e che parteciperanno in maniera attiva al Festival dell’Economia di Trento un palinsesto formativo per far crescere il loro potenziale artistico e il loro bagaglio culturale. Defhouse è una casa hi-tech studiata in modo tale che qualsiasi spazio sia stimolante per produrre un contenuto.
«Oltre l’estetica, verso un approccio editoriale»
«Siamo la fabbrica del fare: ispiriamo altri giovani ad agire. D’altronde il pubblico giovane non deve poltrire, ma provare ad imparare qualcosa in più. Nella nostra casa si va oltre l’estetica del bello e verso un approccio editoriale. Bisogna uscire dalla dittatura dei like e dal valore meramente estetico. Se punti solo su quello, i fan ti dimenticheranno in poco tempo perché sarai indistinto. Ecco perché l’obiettivo è costruire insieme un percorso, consapevoli che non si può più essere ostaggio dei limiti, ma occorre vivere i social e la rete come opportunità», afferma Casadei. Questo imprenditore, nato a Parigi e basato a Milano, è stato il talent scout di tutta una generazione di vere e proprie celebrità social: Frank Matano, Favij, Leonardo De Carli, Me contro Te.
40 milioni di fan
«Gli otto talenti che abbiamo nella casa stanno proseguendo gli studi per conseguire la maturità. L’impegno è da rispettare e poi in casa studiano materie integrative: politica, sostenibilità, galateo, cittadinanza attiva. Abbiamo promosso un corso di recitazione e dizione: proprio la dizione permette di comprendere meglio la lettura. Anche per questo in casa ci sono tanti libri, da quelli illustrati ai romanzi. Non siamo in un reality, non ci sono telecamere accese, i ragazzi non sono imprigionati. Di fatto sono loro stessi e dialogano con una community aggregata che oggi si aggira attorno ai 40 milioni di fan. Si parla a tutta la generazione Z», conclude Casadei.
Il brand acquista il dialogo con la community, si mette in ascolto, abbandonando il taglio meramente autoreferenziale. «Il futuro è fatto dei creatori di contenuti che veicolano emozioni, narrazioni, arte. Sanno trasmettere un messaggio al loro pubblico. Ciò che conta è veicolare valori e una certa visione del mondo», conclude Casadei.
Gli eventi durante il Festival
LAVORO
Le opportunità creative