Industria in rosso di 20 miliardi, schiarita nel 2025
Ricavi giù dell’1,7% ma già il prossimo anno export e domanda interna faranno recuperare il terreno perso. Il nodo dei possibili dazi di Trump
di Luca Orlando
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Venti miliardi in meno quest’anno, che verranno però recuperati integralmente nel 2025. Il quadro offerto dall’analisi di Intesa Sanpaolo e Prometeia sui settori industriali vede già nel titolo (gestire l’incertezza) una buona sintesi di ciò che sta accadendo.
Nelle stime degli analisti il 2024 per la manifattura italiana si chiuderà con ricavi correnti in calo dell’1,7%, esito di una debolezza della domanda interna ed internazionale che va a colpire in particolare auto, settore moda, metalli ed elettronica. I dati di export in particolare risentono della debolezza degli scambi intra-Ue a partire dalla Germania, anche se diversificazione geografica e merceologica puntellano i volumi, con il risultato di stabilizzare comunque le vendite a valori costanti (+0,2%) sui livelli record dell’ultimo biennio.
Sul fronte interno, se i consumi ancora pagano il deterioramento del potere d’acquisto e la scelta delle famiglie di ricostituire il tasso di risparmio su livelli pre-crisi, gli investimenti sono penalizzati dalla rimodulazione del Superbonus e dal ritardato arrivo dei decreti attuativi del piano 5.0, con gli impegni in macchinari in calo costante dal 3° trimestre 2023.
Il risultato, per l’industria, è un calo dei ricavi anche in termini deflazionati, giù dello 0,9%, dopo il -2,1% del 2023.
A soffrire è il sistema moda, per un calo complessivo di domanda, così come accade per le auto, alle prese con gli stop and go della transizione green, mentre resta debole l’intera filiera legata alle costruzioni (mobili, elettrodomestici), dopo l’addio al superbonus.









