Art Nouveau

Incontro con il Liberty: a Palermo ultimo saluto a Villa Pottino. Sogno di rinascita per Villa Deliella

Nel corso delle visite in programma domenica 25 gennaio il curatore, prof. Andrea Speziali illustrerà le principali novità dell’ottava edizione del festival “Art Nouveau Week”

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Un ultimo saluto a Villa Pottino a Palermo, una delle più significative e ormai rare testimonianze del Liberty palermitano di inizio Novecento. Domenica 25 gennaio, a partire dalle ore 11:00, la storica dimora apre eccezionalmente le sue porte per un evento organizzato dall’Associazione Italia Liberty, che unisce visita guidata, memoria storica e presentazione di nuovi progetti culturali: dall’ottava edizione del festival “Art Nouveau Week” al progetto creativo per un’installazione artistica sul suolo dove un tempo si ergeva Villa Deliella. Dimora nobiliare dei principi Deliella, la villa omonima, eretta nel 1905 in stile liberty e situata in piazza Francesco Crispi a Palermo, fu abbattuta nel 1959 durante il cosiddetto sacco di Palermo.

Villa Pottino, esempio emblematico della stagione modernista siciliana, rappresenta una delle ultime vestigia della “grande bellezza” architettonica che caratterizzò Palermo nei primi decenni del Novecento, quando il Liberty dialogava con le correnti europee adattandosi al contesto mediterraneo.Il della giornata programma prevede una visita guidata nel parco e all’interno della villa condotta dalla proprietaria Geraldina Piazza che accompagnerà i visitatori alla scoperta degli spazi, delle decorazioni e della storia dell’edificio. L’ingresso all’evento è gratuito, ma richiede una prenotazione obbligatoria tramite il sito www.italialiberty.it o sms al 3200445798.

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Art Nouveau Week, il lancio dell’VIII edizione

A seguire si terrà la prima presentazione ufficiale del programma dell’ottava edizione di Art Nouveau Week, il festival dedicato allo stile Liberty, in programma dall’8 al 14 luglio 2026. Il tema scelto per la nuova edizione sarà il Mare, inteso come elemento culturale, simbolico e paesaggistico, capace di connettere architettura, arte e territorio.

Il curatore e presidente del festival, prof. Andrea Speziali, tra i massimi esperti dello stile Liberty in Italia, illustrerà le principali novità dell’edizione 2026, tra cui una mostra-concorso dedicata alle costruzioni decorative in sabbia, progetto che porterà l’Art Nouveau sulle coste italiane attraverso installazioni. Tra le opere previste anche una reinterpretazione di Villa Pottino realizzata in sabbia sulle rive del Mar Tirreno, come tributo alla sua bellezza architettonica, e la realizzazione di riproduzioni di edifici simbolo dell’Art Nouveau, reinterpretati da artisti contemporanei come opere d’arte temporanee, in un dialogo ideale con il linguaggio decorativo di Klimt e con il paesaggio costiero italiano.

Il festival coinvolgerà numerose città siciliane, confermando il ruolo dell’isola come uno dei principali laboratori dell’Art Nouveau italiano. In Sicilia, l’Art Nouveau Week farà tappa con attività di viste guidate ad Augusta, Agrigento, Avola, Caltagirone, Canicattì, Canicattini Bagni, Catania, Chiaramonte Gulfi, Favignana, Ispica, Licata, Messina, Mondello, Palermo, Sciacca, Siracusa, Taormina, Trapani e Vittoria portando agli occhi del pubblico oltre cento esempi modernisti. La professoressa Veronica De Maria, una dei componenti del comitato scientifico presenterà anche la figura del pittore Bergler.

Installazione creativa sull’area dove sorgeva Villa Deliella

Nel corso dell’evento in agenda il 25 gennaio a Palermo l’associazione Italia Liberty promuoverà anche l’idea di un’installazione artistica firmata dal suo presidente per dare nuova vita al suolo dove un tempo sorgeva Villa Deliella. Secondo i promotori dell’iniziativa, la rinascita dell’area dove un tempo sorgeva la villa dovrebbe avvenire grazie a un intervento capace di restituire memoria, bellezza e significato a un luogo ferito, trasformandolo in un simbolo di rinascita, come una fenice che risorge dalle proprie ceneri senza una ricostruzione ma un’opera fruibile al pubblico.

Il progetto si configura come un’installazione artistica permanente, che prende avvio dal segno più autentico rimasto: il perimetro originario delle mura della villa, ancora leggibile a filo del terreno. Da questa traccia nasce una grande vasca d’acqua, una fontana perimetrale che ricalca fedelmente l’impianto dell’edificio, rendendo visibile ciò che non c’è più.

All’interno della vasca, una struttura “anima” realizzata in materiali durevoli - alluminio, acciaio, rame e ferro battuto - ricostruisce in forma evocativa il perimetro della villa, restituendo i volumi principali, la torretta e il bovindo del piano terra. Non una ricostruzione mimetica, ma un disegno nello spazio: leggero, trasparente, capace di suggerire le forme originarie senza negare l’assenza. Il risultato è un luogo che unisce memoria e contemporaneità: non un vuoto muto, ma uno spazio che racconta, emoziona e invita alla riflessione.

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