Agricoltura

Incidenti in calo del 3%, nel mirino mezzi e attrezzi

di Barbara Ganz e Valentina Saini

2' di lettura

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In Veneto risultano in calo del 3% gli infortuni sul lavoro nel settore agricolo (ma solo in questa settimana si sono registrati due infortuni mortali, entrambi causati da macchine). Il trend viene considerato «un buon segnale, ma c’è ancora molto da lavorare al fine di ridurre, se non azzerare, i rischi», sottolinea Cia Veneto. Stando all’ultimo report Inail, nel periodo gennaio-novembre 2022 gli infortuni nel comparto del primario, denunciati a livello regionale, sono stati 2.147; nello stesso periodo dell’anno scorso si sono fermati a 2.086. Furono 10 i mortali nel 2022, otto nel 2023. Fra le cause principali dei sinistri, il ribaltamento dei mezzi agricoli, attrezzi in movimento che colpiscono i conduttori, l’attacco e lo stacco di attrezzature pesanti e la caduta di rotoballe di fieno. Nello specifico, la maggior parte degli incidenti coinvolge lavoratori di imprese familiari, con maggiore incidenza relativamente a persone di mezza età e agli anziani; questo a motivo della parziale perdita di riflessi, oltre che a un eccesso di sicurezza legato alla lunga esperienza che in genere li caratterizza. «La parola chiave è prevenzione», commenta il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini. Cia organizza, in collaborazione con le altre organizzazioni agricole, lo Spisal e l’assessorato regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca dei corsi di formazione ad hoc. «Gli imprenditori agricoli sono tenuti ad aggiornare costantemente le proprie conoscenze in merito alle tecnologie – aggiunge Passarini – e ai dispositivi di sicurezza. Per quanto riguarda le malattie professionali in agricoltura, le denunce all’Inail (698 nel 2021, 680 nel 2022, ultimi dati disponibili) evidenziano disturbi dei dischi intervertebrali, entesopatie periferiche, mononeuriti dell’arto superiore e mononeuriti multiple, sordità, spondilosi, disturbi dei tendini. E ancora: artrosi, lesioni interne del ginocchio, disturbi dell’orecchio, traumatismo dei nervi periferici del cingolo scapolare e dell’arto superiore. E stupisce che «nonostante lo scenario l’agricoltura non venga considerata tra le attività gravose e usuranti. Continueremo – conclude Passarini - a portare questa particolare istanza nelle sedi opportune».

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