Il trasporto delle merci
Secondo dati Eurostat, in Italia l'86,5 % delle merci viaggia su gomma, dieci punti percentuali in più rispetto alla media europea. Il traffico via ferrovia è in ripresa, grazie anche all'avvento di nuovi operatori privati, ma la quota complessiva non supera ancora il 7 %. Su questo fronte grava un pesante deficit infrastrutturale. Mancano raccordi, interporti, scali ferroviari di interscambio. Le dimensioni delle gallerie impediscono il passaggio di treni con standard di efficienza “europei”, quindi convogli più lunghi e più pesanti in grado di trasportare i nuovi mega trailer.
Il mercato dell'autotrasporto internazionale da tempo soffre di gravi squilibri indotti da quella che viene definita la concorrenza sleale praticata dai paesi dell'Est Europa. Questi vettori possono applicare tariffe particolarmente vantaggiose per la committenza grazie a costi di esercizio sensibilmente ridotti rispetto a quelli sostenuti dai paesi della “vecchia” Europa.
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Concorrenza al ribasso tra autisti
In particolare il costo del lavoro e le condizioni in cui operano gli autisti determinano fenomeni di dumping sociale. In Polonia, come in Romania o in Bulgaria una parte significativa del salario sfugge agli oneri contributivi e comunque i minimi contrattuali risultano inferiori anche del 30 per cento rispetto all'Italia piuttosto che alla Francia. Gli autisti effettuano il riposo lungo nelle cabine dei tir (come dimostrano gli accampamenti che si formano nelle aree di servizio autostradali durante i fine settimana). Per non parlare poi del carico fiscale e del costo dei carburanti. La competizione quindi avviene senza pari opportunità e talvolta senza neppure rispettare le regole, per esempio l'alternanza delle ore di guida e di riposo previste dalle normative comunitarie.
I controlli sono blandi, la sicurezza è a rischio, la sfida è una corsa per tutti da affrontare entro i limiti di velocità. È stato calcolato poi che, mediamente, un autista dell'Est guida molto di più rispetto ad uno dell'Ovest. Secondo una ricerca francese, in un anno un lituano sta al volante 2.025 ore, un polacco poco meno di 2mila ore. Un italiano e un tedesco mediamente 1.800 ore. Ma, come si scriveva, costano di più in termini di retribuzioni, straordinari, oneri contributivi. È stato stimato il chilometraggio medio annuale di un autista internazionale, che varia dai 140.800 km della Bulgaria ai 107.449 km della Francia. L'Italia si posiziona al terzultimo posto, con 118.500 km.