L’inchiesta

Inchiesta hacker: i dossieraggi, i clienti e le vittime. Cosa sappiamo finora

Il caso dossieraggio nasce dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Milano che venerdì 25 ottobre ha portato alla luce un network di presunti spioni guidato dall’ex super poliziotto Carmine Gallo (ai domiciliari), braccio operativo di Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera (estranea all’indagine), che si è autosospeso

di Redazione Roma

Inchiesta hacker, Viminale: "Verifiche su accessi abusivi"

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Il caso dossieraggio nasce dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Milano che venerdì 25 ottobre ha portato alla luce un network di presunti spioni guidato dall’ex super poliziotto Carmine Gallo (ai domiciliari), braccio operativo di Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera (estranea all’indagine) e titolare di Equalize, azienda di investigazione che era il perno di una attività di dossieraggio illegale. Pazzali si è auto-sospeso dal ruolo di presidente de.lla Fondazione Fiera Milano, comunicando la sua decisione in serata al comitato esecutivo dell’ente. Del sistema facevano parte anche altre due società, Mercury Advisor srls e Develope and Go srls. Indagate 52 persone con 16 richieste di arresto, solo quattro delle quali sono state concesse dal Gip. Emesse anche due interdittive nei confronti di un poliziotto e un finanziere. Tra le accuse - a vario titolo - c’è l’associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistema informatico, corruzione, intercettazione abusive e rivelazione del segreto d’ufficio.

Il network

Pazzali era già stato amministratore di Fiera Milano spa nel 2009-2015 e poi alla guida di Eur spa: è tra coloro per i quali il non Gip non ha concesso la custodia cautelare.

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È invece agli arresti domiciliari Gallo. La procura di Milano aveva chiesto per lui la custodia cautelare in carcere. Ex funzionario di polizia, 65 anni, nella carriera di Gallo c’è il ruolo determinante nel risolvere il delitto dello stilista Maurizio Gucci. Colonna portante delle prime maxi operazioni milanesi contro la’ndrangheta, fu protagonista delle indagini sui sequestri di persona e tra gli artefici della liberazione dell’ostaggio Alessandra Sgarella. Ha lasciato definitivamente la Polizia nel 2018. È ad di Equalize.

L’altro protagonista dello spionaggio illegale è Nunzio Samuele Calamucci (ai domiciliari): 45 anni, ufficialmente «ingegnere e consulente aziendale» ma soprattutto hacker che ha fatto parte del collettivo Anonymous. Calamucci era riuscito a infiltrare una società che aveva creato il nuovo database del Viminale e ne gestiva la manutenzione.

Il sistema di dossieraggio

La banda che, secondo i magistrati, aveva rapporti dalla criminalità organizzata ai servizi segreti anche esteri, attraverso l’agenzia offriva e vendeva rapporti su persone grazie ad accessi abusivi a banche dati dello Stato: lo Sdi, il sistema presso il ministero dell’Interno dove afferiscono tutte le notizie relative all’attività delle forze di polizia (gli accessi del gruppo sarebbero stati 350mila), la banca dati dell’Inps, Serpico (Sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate), Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente), Siva (Sistema informativo valutario). Migliaia di dati che finivano in report spesso “mimetizzati” in modo da apparire leciti.

I report venivano creati su commissione in cambio di soldi ma anche «a scopo estorsivo o ricattatorio, per condizionare e influenzare all’occorrenza soprattutto i settori della politica e dell’imprenditoria».

Dagli atti dell’inchiesta è emerso come nella rete dell’associazione con base a Milano, in via Pattari 6, a due passi dal Duomo, sarebbero finite 800mila persone. Tra queste anche le più alte cariche istituzionali.

I «clienti»

Sotto inchiesta sono finiti, tra gli altri, Leonardo Maria Del Vecchio, manager di Essilor Luxottica e figlio del fondatore del gruppo dell’occhialeria, che avrebbe chiesto e ottenuto informazioni sui fratelli per motivi di eredità e sull’allora fidanzata, modella e attrice, Jessica Michel Serfaty e il suo braccio destro Marco Talarico. Indagato è anche Fulvio Pravadelli, l’ex di Publitalia e direttore generale della Veneranda Fabbrica del Duomo, che avrebbe fatto “spiare” il cantautore Alex Britti per via della separazione da sua figlia.

Per competenza è indagata a Brescia la presidente della I sezione civile della Corte d’appello di Milano, la giudice civile Carla Romana Raineri, ex capo di gabinetto della sindaca Raggi a Roma. Il magistrato si sarebbe rivolta al gruppo capitanato dall’ex poliziotto per “verifiche” sulla frequentazione di un familiare con una donna sposata con un immigrato. La magistrata, attraverso l’avvocato Nicola Menardo dello studio legale Grande Stevens, ha dichiarato la «sua estraneità agli illeciti ai quali è stata accostata»

Tra i clienti di Equalize anche società. Il colosso alimentrare Barilla, attraverso il security manager Maurizio D’Anna, è alla ricerca di responsabili di una fuga di notizie finita sul quotidiano Milano Finanza.

Da Erg attraverso alcuni suoi manager (come il capo della tecnologia Danilo Greco o il responsabile risorse umane Giorgio Coraggioso) arriva la richiesta di monitorare l’attività sui pc di lavoro per scoprire «una presunta attività di “insider trading”» da parte di alcuni dipendenti. In cambio di una parcella di 143mila euro i tecnici di Equalize azionano un captatore informatico che permette «un’intercettazione indiscriminata e occulta di tutte le comunicazioni e conversazioni dei dipendenti, anche quelle intime e personali su WhatsApp».

Aveva come cliente anche Ilva in amministrazione straordinaria, il network di presunte cyber-spie. Come si legge negli atti, «la società diviene cliente del gruppo a seguito dei legami tessuti da Pazzali e dei suoi contatti», Claudio Picucci direttore delle risorse umane del gruppo e ex di Poste Italiane. Sia il manager sia Ilva non risultano indagati.

Una richiesta di dossieraggio arriva anche dalla filiale italiana di Heineken, colosso olandese della birra, che attraverso la procuratrice Teresa Ferro commissiona a Equalize l’installazione di un software di monitoraggio sui telefoni di due dipendenti.

Gli spiati

Il network di spie avrebbe raccolto informazioni su diversi esponenti politici. Con Equalize - scrive il pm di Milano Francesco De Tommasi - il gruppo avrebbe intercettato «un indirizzo mail del presidente della Repubblica Sergio Mattarella» riuscendo «a utilizzare abusivamente o a clonare l’account del presidente».

Tra le vittime anche il presidente del Senato Ignazio La Russa con il primogenito Geronimo, e l’ex premier Matteo Renzi. Pazzali chiede per sé informazioni riservate su persone legate a Letizia Moratti che a fine 2022 si era candidata a presidente della Regione Lombardia sfidando il presidente uscente Attilio Fontana («Scusami, ti ho girato un sito, è quello nuovo della Moratti per lanciarsi contro Fontana», scrive Pazzali a Gallo). «Enrico Pazzali è una persona che io ho sempre stimato - ha detto Fonatana - e che continuo a stimare. Di questa faccenda sono stupito, perché io non sapevo assolutamente nulla di queste iniziative, di questa attività».

Nell’agosto 2022 chiede a Gallo se ci siano «cose in corso», per gli inquirenti «informazioni compromettenti che possano escludere Paolo Scaroni» «dalla corsa verso la nomina ad ad della società Milano-Cortina 2026» per le Olimpiadi invernali.

Tra gli spiati anche Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e della Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi.

Gli hacker di Equalize si sarebbero «abusivamente introdotti nei telefoni e computer» del presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini, del giornalista Guido Rivolta, della manager di relazioni pubbliche Giuliana Paoletti, dell’inviato del Sole 24 Ore Gianni Dragoni e del giornalista di Repubblica Giovanni Pons, «acquisendo informazioni sui loro contatti e spostamenti, nonché esfiltrando le loro chat WhatsApp» con le «parole chiavi “Pazzali”, “Eur”, “Fiera”, “Fontana” e “Bonomi”».


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