Debito globale a 353 trilioni: perché i mercati «ballano» sull’abisso
di Maximilian Cellino
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La spinta degli incentivi fiscali e del Pnrr fanno volare imprese di costruzioni, società di ingegneria e di progettazione integrata. Il 18% dei protagonisti di Leader della crescita 2025, la classifica stilata dal Sole 24 Ore e Statista, è incluso nel macro settore “costruzioni e ingegneria”, a cui si aggiungono altre aziende della categoria “servizi professionali”. Fanalino di coda, in termini di successo economico, rimane l’architettura pura, in gran parte incorporata dentro i servizi di progettazione o trainata dalle stesse imprese attraverso gli appalti integrati. Spazio anche alla ricerca e all’innovazione come racconta la storia Ricehouse: una Pmi innovativa che sviluppa prodotti e servizi innovativi connessi allo sfruttamento dei sottoprodotti della lavorazione del riso. Riqualificazione energetica e transizione green del patrimonio immobiliare sono gli ambiti prevalenti.
E ancora, pesa chi è sceso in campo per la ricostruzione in aree fragili, come ha fatto la Newark che è decollata in Abruzzo nel 2009 e ha stretto alleanze con altre realtà di settori complementari. Chi scala la classifica offre servizi chiavi in mano dalla progettazione alla costruzione: ad affermarsi sono in particolare i general contractor, come Alpha o Manelli, e altri che tengono insieme servizi legati a edilizia ed energia, e che sono riusciti a distinguersi in un mercato che in questi anni ha richiesto performance e velocità, spesso a scapito delle realtà più piccole e meno strutturate. Secondo i dati del Consiglio nazionale ingegneri, i liberi professionisti si sono aggiudicati il 36,9% delle gare nel periodo tra maggio-agosto 2024, ma il solo 7,7% degli importi. La maggioranza di questi ultimi è stata aggiudicata dalle società con il 68,2% e il 44,2% delle gare.