Incentivato il mecenatismo, al territorio si lega l’identità
Il Gruppo Ferragamo tra i primi beneficiari delle agevolazioni
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L’anno è il 2015. Gli Uffizi progettano il restauro di dieci sale dedicate ai pittori del Quattrocento fiorentino e umbro, un intervento che integri le migliori soluzioni tecnologiche per aerazione, condizionamento, antifurto e sicurezza. «Per le opere che richiedono risorse pari a 600mila euro la Soprintendenza contatta la famiglia Ferragamo, da sempre sensibile alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale toscano: l’adesione è stata immediata, e mentre Ferragamo e Uffizi si accordavano sulla donazione, è entrato in vigore l’Art Bonus». Giuseppe Abatista, group tax consultant della società, riepiloga la vicenda che porterà l’azienda a essere fra i primissimi a beneficiare della misura.
La fontana in Piazza della Signoria
La seconda importante donazione Art Bonus del gruppo – 1,5 milioni di euro a beneficio del Comune di Firenze – ha integralmente finanziato il restauro estetico e conservativo della Fontana del Nettuno in Piazza della Signoria. «Insieme al Comune, abbiamo impostato il contratto di donazione con erogazioni a Sal (stato avanzamento lavori, ndr), sul modello dei contratti di finanza strutturata: una soluzione win-win improntata a trasparenza e collaborazione fra l’ente pubblico beneficiario e il gruppo mecenate», continua Abatista.
Gli altri interventi
Negli anni sono seguite ulteriori donazioni a beneficio del Comune di Firenze (che hanno integralmente finanziato il restauro delle sculture della loggia della Signoria e Piazzale Michelangelo, la statua equestre di Cosimo I de’ Medici), e donazioni annuali a sostegno dell’attività di due delle più importanti istituzioni culturali della città: la Fondazione Palazzo Strozzi, che organizza mostre ed eventi di arte classica e contemporanea, e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Nel 2017, la Regione Toscana ha introdotto l’Art Bonus regionale, rendendo fiscalmente ancora più vantaggiose le erogazioni per Ferragamo. «La misura ha così ulteriormente incentivato il mecenatismo di un gruppo che ha l’attenzione e la generosità per il territorio in cui opera al cuore della propria identità», commenta Abatista. «Affiancare l’Art Bonus regionale a quello nazionale ha un duplice effetto: da un lato, incentiva cittadini e imprese a contribuire allo sviluppo culturale (e non solo) della Regione di appartenenza, scegliendo i migliori dei progetti e degli enti culturali da sostenere; dall’altro lato, spinge enti pubblici e culturali a elaborare progetti in grado di attirare mecenati privati, sia per la loro qualità, sia per la capacità di parlare al pubblico. Un circolo virtuoso che ha effetti anche sull’attrattività regionale e sull’economia del territorio».









