Sanità

Incendio Crans-Montana, 14 i feriti italiani: i danni e le cure per le ustioni

A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Giuseppe Spaltro, direttore facente funzioni del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, uno dei circa 15 centri specializzati in Italia.

23/02/09 Inagurazione nuovo reparto u.o.c. alta specialita' centro grandi ustionati e chirurgia plastica ricostruttiva area di degenza dell' ospedale Sant'Eugenio di Roma

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I tempi di recupero per i giovani rimasti feriti nell’incendio del locale “Le Constellation” a Crans-Montana saranno molto lunghi. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Giuseppe Spaltro, direttore facente funzioni del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, uno dei circa 15 centri specializzati in Italia.

“Non conosco nel dettaglio le cartelle cliniche dei pazienti – chiarisce Spaltro – ma in presenza di ustioni gravi il percorso di cura è complesso e prolungato. Sono necessari numerosi trattamenti, medicazioni e interventi chirurgici, soprattutto per prevenire il rischio di infezioni, che rappresenta una delle principali minacce in questa fase”.

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La gravità delle conseguenze dipende da diversi fattori: “Conta l’estensione e la profondità dell’ustione, ma anche la zona del corpo coinvolta”, sottolinea lo specialista. “Le ustioni a viso e collo sono particolarmente delicate perché possono interessare le vie aeree, rendendo la prognosi più severa rispetto a ustioni localizzate, ad esempio, su braccia o dorso”.

Alcuni feriti hanno riportato la perdita dei capelli.

In questi casi, precisa Spaltro, si tratta probabilmente di ustioni di terzo grado: “Quando il danno distrugge il bulbo pilifero, la parte vitale del capello, la ricrescita non è possibile” e la calvizie diventa permanente. “Nella fase iniziale – conclude Spaltro – è fondamentale concentrarsi sulla rianimazione, sulla terapia infusionale e sulle cure di supporto, in particolare nutrizionali e antibiotiche, per ridurre il rischio di infezioni e stabilizzare il paziente. Sicuramente la giovane età si conferma un fattore a favore dei feriti”.

l Niguarda undici pazienti da Crans-Montana, tre in condizioni critiche

Sono al momento undici i pazienti accolti all’Ospedale Niguarda di Milano che sono sopravvissuti alla strage di Crans-Montana. Quasi tutti i feriti, rende noto l’ospedale nel bollettino medico di questa mattina, hanno 15-16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 anni e una donna di 55. Sei pazienti sono ricoverati in terapia intensiva e sono considerati in condizioni particolarmente serie: necessitano di maggiori cure per il controllo delle infezioni, tipiche in un quadro di gravi ustioni, per il sostegno al funzionamento degli organi e dal punto di vista metabolico. Tre di questi sei sono considerati in condizioni particolarmente critiche.

L’estensione delle ustioni dei pazienti ricoverati (di II e III grado) varia dal 10% a oltre il 50%, e coinvolge arti, dorso e volto, e per diversi di loro sono presenti danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un’assistenza meccanica alla respirazione. Tutti i pazienti sono sedati e in prognosi riservata, ed è prematuro considerarli fuori pericolo. I percorsi di assistenza clinica e di cure intensive che ciascuno di loro sta affrontando sono lunghi e complessi, evidenzia il Niguarda, e richiederanno come minimo diverse settimane,

Restano ancora ricoverati in Svizzera, a Zurigo, tre dei 14 italiani rimasti feriti nell’incendio di Capodanno del Constellation a Crans-Montana. Il team sanitario, il team della protezione civile e gli psicologi sono al lavoro per valutare le condizioni di trasportabilità e quindi le possibilità di rientro in Italia.

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