Fare i conti con l’America di Trump
di Sergio Fabbrini
di Simona Rossitto e Serena Uccello
5' di lettura
5' di lettura
L’ultimo - e citabile - epiteto è “sbrufoncella” . Che sia un'offesa è evidente dal tasso di derisione intrinseco. Che sia un'offesa pericolosa è evidente dal fatto che a pronunciarla è un ministro dell'Interno, Matteo Salvini, contro una donna, Carola Rackete, la donna che a capo della nave Sea Watch 3 ha forzato il blocco navale, previsto dal decreto sicurezza, per portare in salvo a Lampedusa quarantadue profughi. Contestualmente e successivamente alle parole di Salvini, sui social Carola Rackete è diventata oggetto di attacchi brutali oltremisura.
La prima donna, in questo caso una politica, a finire in modo continuativo e massiccio nel tritacarne degli attacchi attraverso web e social è stata Laura Boldrini. L’esordio al suo insediamento come Presidente della Camera e da lì fino ad arrivare in Tribunale. E se le donne impegnate politicamente sono quelle più esposte - con la Boldrini ad esempio Alessandra Moretti, Matilde Siracusano, solo per citarne alcune, o di recente la consigliera comunale milanese del Partito democratico Diana De Marchi minacciata mentre partecipava a una trasmissione televisiva su Telenova (“Sgozzate quella cagna comunista e parassita”) o gli insulti sessisti a Bastia Umbra, in occasione delle ultime elezioni, a Catia Degli Esposti che viene definita testualmente «quella culona schifosa» - , la lista si sta velocemente e drammaticamente allungando: scrittrici, intellettuali, sportive, cantanti.
La scrittrice Michela Murgia, ormai da tempo nel mirino dei fan di Salvini e di Salvini, dopo l'ultimo suo intervento in occasione della Repubblica delle donne è finita al centro degli attacchi di un gruppo di Facebook che si chiama Gruppo uniti a Salvini. Il gruppo per la violenza degli attacchi è stato segnalato alle autorità postali. Alla cantante Emma Marrone è bastato schierarsi contro la politica migratorio del governo italiano per finire attacata dal consigliere della Lega Massimiliano Galli, che la invitava «ad aprile le cosce facendoti pagare», anziché pensare ai porti. A scatenare la reazione del leghista era stata la frase “Aprire i porti” pronunciata dalla Marrone durante il concerto ad Empoli. I commenti sessisti su Facebook non hanno risparmiato persino l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti per la missione “Futura”. E che la situazione si sta velocemente aggravando non è una percezione ma una evidenza confermata dai dati che registrano la violenza rivolta alle donne e non solo.
Donne sul podio delle categorie più odiate, picchi di tweet in concomitanza con femminicidi
Con circa 40mila tweet negativi nel giro di tre mesi, le donne anche quest'anno si confermano tra le categorie maggiormente nel mirino degli haters via social. Gli ultimi dati, riferiti al periodo marzo-maggio 2019, della mappa curata da Vox-Osservatorio italiano sui diritti registrano un piccolo aumento dell'1,7% dei tweet rispetto allo stesso periodo del 2018. Mentre per gli omosessuali, grazie probabilmente anche al cambiamento culturale prodotto dalle leggi sulle unioni civili, continua per il secondo anno di seguito la tendenza negativa nei tweet di odio (-4,2%), le donne sono ancora sul podio delle categorie più vessate. Insieme agli islamici (30.387 tweet negativi) e ai migranti (che registrano quest'anno l'aumento più forte e si piazzano in pole position con a 49.695 tweet negativi).