In Puglia un hub dedicato alla Pa locale
Si chiama Edih4DT ed è l’unico European digital innovation hub italiano interamente dedicato alla Pubblica amministrazione locale finanziato con i fondi del Pnrr per poco meno di sei milioni e punta al sostegno con servizi reali e gratuiti
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Popolazione servita poco meno di 20mila abitanti, personale comunale insufficiente e di età media 50-55 anni con competenze digitali limitate e difficoltà ad abbandonare la carta, risorse di bilancio limitate. È il ritratto di Giovinazzo, piccolo comune alle porte di Bari, che ha problemi simili alla gran parte degli enti locali italiani. Ed è anche il target-tipo, ma non esclusivo, di Edih4DT, l’unico European digital innovation hub italiano interamente dedicato alla Pubblica amministrazione locale su copertura nazionale. Finanziato dal Mimit con fondi del Pnrr per poco meno di 6 milioni, questo hub digitale assicura - con una procedura a sportello consultabile sul sito www.edih4dt.eu - il sostegno, in termini reali con servizi gratuiti, all’innovazione digitale tarata in particolare sulla introduzione di tecnologie innovative quali IA, cybersecurity, calcolo ad alte prestazioni. L’hub - che insieme allo sportello digitale ha sede fisica a Bari e sportelli territoriali a Campobasso, Cosenza, Benevento, Roma e Torino - offre ai comuni e alle Asl interessate un catalogo di 5 servizi specifici, da scegliere in funzione dei bisogni di trasformazione digitale. L’hub coinvolge 20 partner distinti in 3 categorie, tutti riuniti nel consorzio omonimo: il mondo universitario con il consorzio interuniversitario per l’Informatica (Cini), l’ università e il Politecnico di Bari, l’università della Calabria, il Coiim (ingegneria e medicina) il Cerict (Ict), prevalentemente orientati alla formazione delle skills; le aziende che portano soluzioni tecnologiche allo stato corrente e l’innovazione industriale; infine i soggetti di supporto al network come Anci, Antenna Pon (rete di comuni pugliesi), Anfov, Forum Pa. Il sindaco di Giovinazzo, uno dei comuni in sperimentazione, ha ricevuto a fine ottobre, meno di un mese dopo i primi contatti, il via libera a tutti i 5 servizi in catalogo per una spesa di 80mila euro tutta a carico del consorzio.
Il primo servizio è l’assessment, cioè la verifica della maturità digitale dell’ente. «In questa fase – spiega Vincenzo Turturro, responsabile per la Trasformazione digitale del comune barese – ci hanno chiesto informazioni di base cui seguiranno le altre quattro. Per noi il vantaggio è verificare, al termine del percorso, se potremo continuare con fondi nostri in questi processi avanzati di digitalizzazione». Dall’assessment emerge un report di ranking sulla cui base «restituiamo al comune o all’Asl – spiega Lerina Aversano, direttore tecnico-scientifico dell’Edih4dt – le traiettorie di miglioramento che il comune o la Asl dovrà seguire per poter procedere nel percorso di innovazione digitale». Dopo l’assessment il test before invest con il Comune che prima sperimenta, gratuitamente, le soluzioni proposte da uno dei partner industriali dell’hub, senza doverle acquistare, senza vincoli. Terzo step la formazione - skills and training - per l’utilizzo degli open data, delle misure di protezione dei dati, sul come ottimizzare i processi aziendali. Se poi la sperimentazione l’ente ha bisogno di finanziare la soluzione e «ne è convinto – dice ancora Aversano – viene accompagnato nella ricerca delle fonti di finanziamento». Infine il networking e l’accesso all’ecosistema dell’innovazione con la condivisione, tra i comuni, di soluzioni innovative e best practices. L’hub sta coinvolgendo, tra i comuni in sperimentazione, anche Lecce, poco meno di 100mila abitanti. «Rientrare in questo Polo di innovazione– spiega il sindaco, Adriana Poli Bortone – ci aiuta ad accelerare il processo di transizione digitale per accorciare le distanze tra cittadini, imprese e Pa. Un processo già iniziato dalla nostra amministrazione nel quale proseguiremo con impegno garantendo la trasformazione digitale della Pa locale e delle Pmi».
In dettaglio
Protagonisti e servizi
L’hub coinvolge 20 partner distinti in 3 categorie, tutti riuniti nel consorzio omonimo. Offre ai comuni e alle Asl interessate un catalogo di 5 servizi specifici, da scegliere in funzione dei bisogni di trasformazione digitale degli enti. È stato finanziato dal Mimit con fondi Pnrr.
Il partenariato


