In provincia di Rovigo i primi due impianti agrivoltaici di Shell in Italia
Alla produzione di energia si affianca anche quella agricola - Compensazioni e opere per i Comuni interessati
di Barbara Ganz
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I punti chiave
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Alla produzione di energia si affianca anche quella agricola, poichè i pannelli fotovoltaici sono posti a distanza adatta a consentire il passaggio dei macchinari agricoli. Non solo: grazie alle compensazioni previste per la realizzazione degli impianti, i Comuni che li ospitano beneficeranno di progetti di efficienza energetica e di viabilità urbana.
E’ il modello dei primi due impianti agrivoltaici di Shell in Italia, inaugurati entrambi in provincia di Rovigo: uno a Loreo e l’altro tra i comuni di Canda, Castelguglielmo e San Bellino.
Il modello
Per massimizzare la convivenza tra produzione energetica e agricola entrambi gli impianti hanno una distanza interfilare pari a circa otto metri ed un’elevata altezza dal suolo (circa tre metri quando i pannelli sono in posizione orizzontale), garantendo così il passaggio dei mezzi agricoli di medie dimensioni. Inoltre, per mitigare la presenza visiva degli impianti sono stati impiantati filari alberati lungo il perimetro composti da diversi assortimenti di piante, incrementando così la biodiversità dell’area e la qualità dei terreni.
Nel dettaglio l’impianto di Canda ha una capacità di generazione pari a 34,3 MWp, e produce circa 55 GWh all’anno di energia fotovoltaica, pari al fabbisogno medio di circa 18.000 famiglie (socndo l’elaborazione Arera). Alla produzione di energia si affianca anche quella agricola, grazie al mantenimento della superficie coltivabile: con circa 25 ettari di terreno destinati a coltivazione a rotazione tra frumento, soia, erba medica, colture orticole, (come ad esempio il pomodoro), crucifere (cavoli e verze), leguminose da granella (pisello e fagiolo) e specie affini, secondo quanto indicato dalla relazione agronomica stilata in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova.
A Loreo il progetto agrivoltaico “Marco Polo Solar 2” ha una capacità di generazione pari a 42,1 MWp e produce ogni anno circa 70 GWh pari a un consumo medio di circa 23.000 famiglie*. Anche in questo caso, grazie al lavoro condotto con l’Università di Padova, l’architettura dell’impianto permetterà la coltivazione di circa 37 ettari di superficie, seminati a frumento, soia ed erba medica a rotazione.









