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In Lombardia il welfare aziendale diventa leva strategica per la competitività delle imprese

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Con oltre 800mila imprese attive, di cui circa 316mila nell’area metropolitana di Milano secondo i dati camerali, la Lombardia rappresenta il principale sistema produttivo del Paese e circa il 16% del tessuto imprenditoriale nazionale. In questo contesto il welfare aziendale diventa sempre più uno strumento di attrazione dei talenti, miglioramento della qualità del lavoro e rafforzamento della competitività delle imprese.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Raccogliere le best practice

“Vogliamo ascoltare le aziende perché il mondo del lavoro cambia rapidamente”, spiega Simona Tironi, assessore di Regione Lombardia all’Istruzione, Formazione e Lavoro. “Abbiamo aperto una call pubblica per noi importantissima, con l’obiettivo di raccogliere dalle aziende lombarde le best practice di welfare aziendale che confluiranno in un Libro bianco”.

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L’iniziativa punta a mettere a fattor comune le esperienze già avviate dalle imprese del territorio. Le aziende possono partecipare compilando un form online e condividendo le misure adottate per migliorare il benessere organizzativo e la qualità della vita dei lavoratori.

I quattro ambiti chiave

La call ha l’obiettivo di, valorizzare e mappare le migliori esperienze aziendali in tema di benessere lavorativo e innovazione dei modelli organizzativi. Quattro gli ambiti individuati: attrattività per i giovani, diritto alla disconnessione, innovazione organizzativa e ambiente di lavoro stimolante.

Sono temi che intercettano il cambiamento in corso nel mercato del lavoro, dove le nuove generazioni attribuiscono crescente importanza all’equilibrio tra vita privata e professionale, alla flessibilità, alla qualità dell’ambiente di lavoro e all’attenzione per il benessere mentale. In questo scenario il welfare aziendale assume un ruolo sempre più centrale anche nelle strategie di retention e attrazione dei talenti.

Il legame con la produttività

Il welfare, in questa prospettiva, non è considerato solo come un insieme di benefit, ma come una leva organizzativa in grado di incidere sulla produttività e sulla capacità delle imprese di valorizzare il capitale umano.

“L’obiettivo della call – spiega Tironi – è innanzitutto quello di mappare ciò che già esiste, raccogliendo esperienze e soluzioni concrete che le imprese stanno già sperimentando. In questi anni abbiamo intercettato sul territorio numerose esperienze, spesso molto innovative, anche in settori in cui tradizionalmente il welfare è meno diffuso. Solo partendo da una conoscenza puntuale dei modelli adottati è possibile comprendere meglio i bisogni emergenti e orientare le azioni future”.

Le pratiche raccolte confluiranno in un Libro Bianco, che rappresenterà uno strumento di diffusione e valorizzazione delle esperienze più efficaci, ma anche un punto di riferimento per promuovere una maggiore consapevolezza sul tema nel sistema imprenditoriale. “Il Libro Bianco consentirà di mettere a sistema le esperienze raccolte e di costruire una base di conoscenza condivisa su cui sviluppare le future azioni” a favore del sistema produttivo. “Il benessere lavorativo – conclude l’assessore – è sempre più un fattore determinante per la competitività delle imprese. Diffondere e condividere ciò che già funziona significa contribuire a rafforzare produttività, attrattività e qualità del lavoro nel nostro territorio”.

La crescita del welfare aziendale

La Lombardia è tra le regioni in cui il welfare aziendale risulta più sviluppato. Secondo l’ultimo osservatorio Assolombarda, che analizza le imprese attive nelle aree di Milano, Monza, Lodi e Brianza, circa il 68% delle aziende prevede forme di welfare aziendale.

La diffusione è più elevata nel settore industriale e cresce con la dimensione dell’impresa. Tra le aziende con oltre 100 dipendenti la quota arriva all’80%, mentre scende al 65% tra quelle con un numero di addetti compreso tra 25 e 100 e al 54% tra le realtà con meno di 25 dipendenti.

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