In forte rialzo il prezzo dei pallet
La scarsità della materia prima sta spingendo al rialzo il costo di un elemento fondamentale per esportazioni e commercio del made in Italy
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La scarsità strutturale di materia prima sta spingendo al rialzo il prezzo dei pallet, che si sta avvicinando ai record toccati nel 2022, nonostante una fase di mercato con domanda industriale debole con i produttori che non riescono a riversare gli aumenti a valle nella loro catena di fornitura.
Uno dei principali motivi di questo aumento è da rintracciare nel fatto che, pur di avere la materia prima (i tronchi), le segherie austriache e tedesche hanno accettato a inizio anno i forti rincari richiesti sul tondo dai proprietari forestali. Come conseguenza, tutti i settori a valle, in particolare quelli a minore valore aggiunto come il settore dei pallet, si ritrovano schiacciati tra l'aumento dei prezzi dei semilavorati (austriaci e tedeschi) e la difficoltà del mercato a riconoscere tali rincari nel breve periodo. Cosa che non potrà durare a lungo, in caso di costante rincaro su tondo/segati. In questo quadro, comunque bisogna considerare che i settori del pallet e dell’imballaggio industriale in Italia sono strategici per la logistica nazionale e internazionale e per continuare a esportare il made in Italy. Infatti, sono due settori che hanno continuato, secondo i dati Fitok, a registrare una crescita nei volumi di consumo (+6,20% nel 2025 rispetto al 2024 e la produzione di pallet Epal +3,5% nel 2025 sul 2024).
Le previsioni per il 2026
Secondo l’analisi di Conlegno, il mercato resterà volatile fino a metà 2026 e c’è il rischio concreto di un "collo di bottiglia" logistico: se la domanda industriale dovesse ripartire improvvisamente, la mancanza fisica di tronchi potrebbe causare una difficoltà nelle forniture simile a quello del 2022. L’inizio anno 2026 ha registrato subito un ulteriore richiesta di aumenti dei prezzi dei segati dai 15/20 euro al metro cubo, con la carenza strutturale di tondame in Europa non destinata a risolversi nel breve periodo. Per questo servono nuove strategie di lungo periodo. Alla luce di tali considerazioni, per evitare un nuovo scenario di carenza acuta di legno, simile al 2022, è fondamentale rafforzare la collaborazione tra fornitori di pallet e clienti e una maggiore comprensione della criticità della situazione. Inoltre, bisogna affidarsi a indici di prezzo dei semilavorati affidabili come quello redatto dal Cril e mettere questo nei contratti fra fornitore di pallet e imballaggi di legno e cliente.
L’andamento del mercato del tondo
L'Austria è in una fase di forte domanda e prezzi in aumento per i tronchi da segheria (abete rosso a circa 125/130 euro al metro cubo), spinti dalla limitata offerta di legname di conifere fresco e dalle scorte basse nelle segherie. Il clima umido estivo ha ridotto notevolmente i danni da bostrico, diminuendo la quantità di legname "di emergenza" disponibile. Le importazioni di tronchi da sega in Austria nei primi otto mesi del 2025 sono diminuite dell’11%, raggiungendo il livello più basso dal 2015. I principali fornitori (Germania, Repubblica Ceca, Italia, Slovenia) hanno tutti ridotto le consegne. Per ultimo il maltempo persistente ha aggravato la logistica e il trasporto. A causa della carenza di legname tondo, le segherie dell'Alta Austria stanno incontrando difficoltà nel riempire i loro magazzini di tondame.
In sintesi, la disponibilità di legno (che rappresenta circa il 75% del costo dei pallet) è crollata per alcuni fattori specifici: esaurimento del “legno economico” (è terminata la disponibilità di legname da infestazione – bostrico - che aveva abbassato i prezzi negli anni scorsi); Log Gap europeo (il maltempo in Austria e Scandinavia ha ridotto l'esbosco); più export verso gli Usa dove i prezzi sono più alti a causa dei dazi contro il Canada; rischio di chiusura di alcune segheria europee che con questi prezzi sono costrette a lavorare in perdita.



