Governance

In Cina la svolta Esg dei preziosi

Al congresso di Shanghai della confederazione mondiale Cibjo le linee guida per lo sviluppo sostenibile del settore. Per il presidente Cavalieri il mercato si regge solo sulla fiducia degli acquirenti e i 17 Obiettivi Onu rappresentano la stella polare

di Rita Fatiguso

L’attrice Jessica Chastain ha sfoggiato magnifici orecchini di giada alla prima di Interstellar nel 2014  (Photo by Axelle/Bauer-Griffin/FilmMagic-Getty Images)

3' di lettura

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Storica tappa cinese del congresso annuale di Cibjo-The world jewellery confederation, che rappresenta il settore dei preziosi all’Onu, all’Ocse e in tutti i principali consessi internazionali. La città di Jaipur, che l’ha ospitato nel 2023, ha passato il testimone a Shanghai, dove (al cospetto di vertici istituzionali di primo livello) sono approdate anche le sfide della sostenibilità, cavallo di battaglia della confederazione guidata da oltre vent’anni da Gaetano Cavalieri.

Del resto, la Cina è da record anche nella gioielleria: il mercato vale oltre 140 miliardi di dollari all’anno, il Paese è il primo acquirente al mondo di oro e tra i cinque hub dei diamanti. Al punto che Liu Ping, vice segretario generale del Governo della municipalità, ha annunciato dal congresso in diretta tv e online (seguita da oltre 600mila persone nel mondo) la creazione a Shanghai di una Zona speciale dedicata ai gioielli.

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I numeri contano, ma non sono tutto. Il presidente Gaetano Cavalieri lo ha ricordato, alla presenza di Li Dong, presidente del potente Donghao Lansheng Group e, tra gli altri, dei rappresentati di China Gem and jade exchange e della Diamond and gems administration of China, ribadendo la necessità di accelerare la svolta Esg (ambientale, sociale e di governance). «Va protetta la fiducia degli acquirenti altrimenti il mercato è a rischio - ha spiegato Cavalieri -. Quindi bisogna fissare standard precisi per promuovere la comparabilità dei prodotti e la trasparenza e correttezza dell’offerta. Ma soprattutto è necessario accelerare sulla strada della sostenibilità, seguendo la stella polare dei 17 Obiettivi Onu e senza lasciare nessuno indietro. All’Assemblea generale ho fornito evidenze che ci riforniamo di materie prime tracciate soprattutto da aree in via di sviluppo in Africa, Sud America, Asia e Sud Pacifico e che contribuiamo in modo rilevante al loro sviluppo economico e sociale. Peraltro, Cina e India stanno cambiando: non solo Paesi-fabbriche ma anche esportatori di capitale intellettuale e creatività».

In un contesto geopolitico complesso ma non nuovo alle difficoltà estreme, Feriel Zerouki, presidente del World diamond council e vice presidente senior di De Beers Group ha spiegato che il Kimberley Process (l’accordo nato per certificare che i profitti legati ai diamanti non vengano impiegati per finanziare guerre) «è lontano dalla perfezione ma è anche funzionante a pieno regime: oggi 85 Paesi vi aderiscono e le riforme stanno avanzando al suo interno; abbiamo anche aperto un segretariato in Botswana». Riguardo alla svolta Esg da completare nel settore dei preziosi, Zerouki ha spiegato che «sono tre le parole chiave: azione, azione, azione: è il momento di agire».

Una sfida non facile, in una fase caratterizzata da molteplici crisi e dal calo della domanda di preziosi. «Sono un pioniere dei diamanti, nella mia vita ho visto già altre volte verificarsi queste circostanze e so che il settore ne è sempre uscito più forte, quindi sono un ottimista - ha detto Edward Asscher, vicepresidente del Responsible jewellery council, l’organizzazione che promuove la fiducia nel settore associando 1.900 imprese -. La Ue ha creato un cospicuo set di regole Esg. Ora dobbiamo portare a bordo le Pmi, aiutandole a muoversi nel quadro del business responsabile».

Il presidente della Commissione sostenibilità Cibjo, nonché direttore delle relazioni con il mercato del World gold council, John Mulligan, ha esortato «a seguire i 17 Obiettivi Onu di sviluppo sostenibile attraverso le buone prassi elencate nei Blue book di Cibjo e spiegate in modo semplice e conciso nel report commissionato alla società di analisi Key & Co, disponibili online nel sito Cibjo.org».

A Shanghai, infatti, è stata presentata la seconda parte della ricerca di John Key e Helen Mitchell sul tema sostenibilità, ricca di spunti su come agire concretamente e che ruota attorno a tre parole chiave: integrazione, convergenza e coerenza. «Tutto parte dai dati – ha commentato Key - perché si può gestire solo quello che si può misurare».

«Nessuna azienda può farcela da sola a far partire correttamente il sustainability journey – ha concluso Iris van der Veken, direttore esecutivo della Watch & Jewellery Initiative 2030 (lanciata da Kering e Cartier e che ora associa una settantina di grandi società) -: solo dalla collaborazione tra tutti può verificarsi non solo la compliance normativa ma anche una sincera svolta Esg».

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