Consiglio dei ministri

Arrivano nuove regole su passaporti e carte di identità: ecco cosa cambia

Le modifiche sono destinate a rendere più efficienti e sicuri i documenti di identità, migliorando la gestione dell’anagrafe degli italiani all’estero

di Martina Amante

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3' di lettura

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Sul tavolo del Consiglio dei ministri, che si concluso dopo quasi due ore, sono approdate le nuove regole su passaporti, cittadinanza e immigrazione irregolare. Via libera al disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica per il 2025 prevede un rafforzamento delle misure di sicurezza legate al rilascio dei passaporti, che saranno dotati di microprocessore contenente dati biometrici, comprese di fotografia e impronte digitali. Mentre per cittadinanza e immigrazione, nel disegno di legge atteso in Cdm si propongono misure per rendere “più efficienti” i procedimenti di ricostruzione della cittadinanza italiana iure sanguinis attivati a domanda di italodiscendenti maggiorenni, residenti all’estero. Con disposizioni urgenti per il contrasto dell’immigrazione.  

Passaporti e carte d’identità, la validità per l’espatrio

Per quanto riguarda i passaporti, questa innovazione consentirà un miglioramento nella protezione contro il furto d’identità e la falsificazione dei documenti. Contestualmente, il passaporto non sarà più rinnovabile ma dovrà essere richiesto ex novo alla scadenza.

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Viene altresì abrogato il passaporto collettivo, uno strumento ormai in disuso a causa delle nuove normative europee in materia di sicurezza. La gestione delle richieste di passaporto in caso di furto o smarrimento all’estero sarà semplificata, con procedure distinte per la denuncia e il rilascio di un nuovo documento. A livello sanzionatorio, le nuove disposizioni aggiornano le multe per coloro che escono dal Paese senza un passaporto valido, adattandole all’andamento dell’inflazione e depenalizzando alcune infrazioni minori.

Un altro importante intervento riguarda le carte d’identità, che acquisteranno maggiore rilevanza nel contesto internazionale. Con la riforma, le carte d’identità diventeranno valide per l’espatrio anche verso Paesi extra-Ue, grazie a nuovi accordi bilaterali. In caso di impedimenti legali all’espatrio, sarà apposta sull’identità una chiara annotazione che il documento non può essere utilizzato ai fini di viaggio, rendendo più trasparenti e facilmente comprensibili le condizioni per gli italiani.

Copertura finanziaria e invarianza economica

La riforma sarà finanziata attraverso una razionalizzazione delle risorse già esistenti, con l’utilizzo di fondi da parte del ministero dell’Economia e delle finanze. In particolare, il disegno di legge stabilisce che gli oneri derivanti dalle modifiche sugli articoli 1 e 6, comma 1, lettera e), pari a circa 9,5 milioni di euro per il 2026, siano coperti senza incrementare il carico sulle finanze pubbliche.

Verso revisione cittadinanza italodiscendenti

Il testo introduce alcune modifiche al decreto legislativo 3 febbraio 2011 in materia di ’Ordinamento e funzioni degli uffici consolari’. Il capo dell’ufficio consolare, si legge nel documento, con le nuove norme «si limiterà ad accertare il solo mantenimento della cittadinanza italiana, rilasciando il relativo certificato, alle persone residenti nella circoscrizione già riconosciute previamente come cittadini, e potrà riconoscere il possesso della cittadinanza italiana esclusivamente in capo ai minori d’età residenti nella circoscrizione che sono figli di cittadini già precedentemente riconosciuti come tali».

Nella relazione illustrativa del Ddl viene specificato che per «garantire un adeguato margine temporale di trattazione», a fronte di un numero «prevedibilmente molto elevato» di istanze, si introduce un termine di definizione del procedimento di quarantotto mesi, superiore rispetto ai ventiquattro attualmente previsti.

Il 3% della popolazione argentina è italiana

Il documento ricorda che «poichè agli effetti della determinazione della cittadinanza, è sufficiente avere un solo discendente anche remoto che sia stato cittadino», più passa il tempo più «aumenta la possibilità che un qualsiasi abitante dei Paesi a più alta emigrazione italiana possa reclamare la cittadinanza italiana e, in concreto, possa vantare di essere già stato riconosciuto come cittadino». In altri termini, argomenta la relazione «in assenza di limitazioni giuridiche nella trasmissione, potenzialmente chiunque potrà essere cittadino italiano».

Nell’ambito della popolazione dei Paesi esteri storicamente destinatari di emigrazione italiana, ricorda la relazione, la «percentuale di cittadini italiani potenziali è crescente». Oggi, ad esempio, quasi il 3% della popolazione argentina è in possesso del passaporto italiano (1,2 milioni di cittadini italiani riconosciuti su 46 milioni di abitanti). Nel 2000 la percentuale era la metà (1,5%, corrispondenti a circa 550.000 cittadini italiani riconosciuti su meno di 37 milioni di abitanti). E questo non solo come effetto del ritmo dei nuovi riconoscimenti in via amministrativa e giurisdizionale, ma anche come portato automatico della normale dinamica demografica naturale.


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