In campo canoni adattivi e assistenti virtuali
Sportiello (Drivalia): «Sostenibilità, flessibilità e strumenti semplici e immediati per gestire flotte complesse»
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Algoritmi che modulano i canoni in tempo reale, assistenti virtuali che rispondono ai fleet manager e piattaforme in grado di mappare intere flotte. La mobilità aziendale corre verso l’intelligenza artificiale e Drivalia – società di noleggio e leasing del gruppo Crédit Agricole – ha scelto di puntare proprio sull’innovazione digitale come leva competitiva.
«Le aziende ci chiedono soluzioni più sostenibili e flessibili, ma soprattutto strumenti semplici e immediati per gestire flotte sempre più complesse», osserva Roberto Sportiello, Ceo di Drivalia. Non a caso la società ha avviato con I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino, un programma di open innovation, Digital Factory, rivolto a startup e imprese innovative. In pochi mesi sono arrivate oltre 60 candidature, valutate insieme agli esperti di CA Auto Bank: dai sistemi di ottimizzazione dei processi fino all’uso di Ia, cybersecurity e pricing dinamico. Le soluzioni più promettenti passano poi alla fase di proof of concept, per testare l’impatto su operatività e costi. «L’innovazione deve essere tangibile, non un esercizio di stile», puntualizza Sportiello. In particolare, spiega il Ceo di Drivalia, l’Ia conversazionale può semplificare l’interazione tra fleet manager e piattaforme di gestione, automatizzando attività ripetitive come prenotazioni, segnalazioni e aggiornamenti sullo stato dei veicoli. La cybersecurity, invece, è fondamentale per proteggere dati sensibili relativi a veicoli, conducenti e contratti, garantendo sicurezza e conformità normativa. «Infine, il pricing dinamico permette di ottimizzare i costi di gestione, adattando in tempo reale canoni e tariffe alle esigenze operative e alla disponibilità dei veicoli».
Il mercato spinge verso tre direttrici: elettrificazione, digitalizzazione e flessibilità. E su questi ambiti anche Drivalia sta accelerando. Sul fronte green, oltre il 10% della flotta a breve termine in Italia è già elettrica e, entro il 2026, le nuove immatricolazioni a zero e basse emissioni costituiranno il 35% del parco europeo. Parallelamente, la rete proprietaria di ricarica crescerà del 45%. La sostenibilità da sola, però, non basta. La vera partita si gioca sull’uso intelligente dei dati. «Con Fleet View, piattaforma digitale di nuova generazione, proponiamo ai fleet manager un cruscotto unico per mappatura, controllo documentale e gestione operativa. A questo si affiancano strumenti come il “prorated rental calculation”, che calcola i canoni sull’effettivo utilizzo dei veicoli, e soluzioni intermodali che combinano diversi mezzi nello stesso contratto, ottimizzando costi e risorse». Drivalia ha infatti costruito un’offerta multilivello che spazia dal noleggio a breve, medio e lungo termine agli abbonamenti mensili e al car sharing. «Le flotte devono poter evolvere insieme al business dei clienti», sottolinea Sportiello. Da qui la possibilità, per esempio, di riconfigurare le auto del breve termine per coprire esigenze di medio periodo, garantendo continuità e rapidità di risposta.
Guardando avanti, l’azienda lavora su un duplice binario. Da un lato, l’ampliamento della flotta elettrificata e della rete di ricarica. Dall’altro, la costruzione di un ecosistema digitale integrato che preveda anche quotazioni in tempo reale grazie a un nuovo calcolatore - sviluppato con i costruttori automobilistici -, una gestione unificata tramite l’app Drivalia Planet e servizi personalizzati basati su dati predittivi. «Solo così – conclude Sportiello – i fleet manager potranno coniugare sostenibilità, controllo dei costi e velocità di decisione». La sfida, insomma, non è più il possesso del veicolo, ma la capacità di orchestrare la mobilità.


