In Basilicata Pnrr a scartamento ridotto: si prova ad accelerare
Quadro di incertezza dei dati con le difficoltà di aggiornamento del sistema di monitoraggio e continua a mancare il personale
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Sul piatto della bilancia del Pnrr in Basilicata vi sono circa 2,2 miliardi. Con investimenti a macchia di leopardo tra progetti che avanzano spediti, altri a rilento o bloccati. Opere pubbliche al rallentatore come nel resto del Paese. E il rischio, come rileva la “Relazione sul Pnrr in Basilicata” al primo semestre 2024, è di perdersi nel ginepraio delle cifre di un Piano che chiuderà i rubinetti a quanti non riusciranno a completare i progetti e rendicontarli entro dicembre 2026.
«Dall’ultimo report sull’Economia regionale della Basilicata – ha detto il direttore della filiale di Potenza della Banca d’Italia, Gennaro Sansone –, da novembre 2021 ad agosto 2024 sono state bandite gare per opere pubbliche per 840 milioni di euro. L’82% sono state aggiudicate, dato leggermente superiore a quello in Italia e nel Mezzogiorno. Il 54%, delle opere non è stato ancora avviato, il 33% è iniziato, in ritardo o nel rispetto dei tempi, il 13% completato, in linea con il resto del Paese».
Dati incerti per il mancato aggiornamento, in tempo reale, del sistema di monitoraggio ReGiS, la piattaforma unica per la rendicontazione dei progetti con la gran parte dei Comuni in difficoltà per la moltitudine di informazioni richieste dal Sistema. E non bastano gli esperti del pool nazionale, strumento di assistenza tecnica di durata triennale, in scadenza, a sostegno degli Enti locali. In Basilicata, nel 2022 erano 23 gli esperti, 19 nel 2023 e 17 nel 2024. Pochi e super qualificati per essere utilizzati anche in operazioni di rendicontazioni, semplici, ma comunque troppo complesse per Comuni piccoli e senza personale.
I circa 2,2 miliardi si concentrano sui progetti chiave individuati dalla Regione Basilicata nelle sei missioni principali del Pnrr: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Poco più di un miliardo è governato da una regia esterna (48,7%), ministeri e altri enti pubblici e privati non regionali, ad esempio quelli per le grandi opere infrastrutturali ferroviarie e stradali (Battipaglia-Metaponto; Ferrandina-Matera; Potenza-Foggia), di comunicazione, di accesso alla banda larga su territorio nazionale e alle smart grid e 1,1 miliardi a regia locale per progetti esclusivi della Regione (15.3% delle risorse totali), dei Comuni (17%), degli enti sub regionali e Unibas (9,2%), di soggetti privati, musei, scuole e altri enti locali (9,8%). «È un’opportunità imperdibile per ridisegnare assetti organizzativi, infrastrutturali e promuovere uniformità nazionale – dice Cosimo Latronico, assessore regionale che ha la delega anche al Pnrr -. Non possiamo che accogliere ogni singola sfida contenuta nel programma, cercando di coniugare al meglio risorse e necessità espresse dal territorio».
Alle direzioni della Regione Basilicata sono attestate risorse pari a circa 334,7 milioni. Dal primo monitoraggio, del dicembre 2022, le risorse totali alla Regione sono aumentate del 23,2%. In particolare, la direzione Salute, al cui interno è stato creato l’Ufficio Pnrr e sanità digitale, conta 118 progetti in corso per 131 milioni di euro: riguardano Case di comunità, Ospedali di comunità, Centrali operative territoriali, assistenza domiciliare e telemedicina, oltre all’acquisto di grandi apparecchiature sanitarie ad alto contenuto tecnologico, all’ottimizzazione del fascicolo sanitario elettronico, all’adeguamento antisismico degli ospedali.


