Vacanze di Natale e Capodanno

In aumento (+6,1%) di arrivi dall’estero, business da 3,5 miliardi

Tra i paesi di provenienza spiccano Spagna, Regno Unito, Francia e Germania. Tra le destinazioni bene la montagna e le città d’arte

di Enrico Netti

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Tra Natale e Capodanno sono attesi 4 milioni di arrivi dall’estero negli aeroporti della Penisola, in leggera crescita (+6,1%) rispetto lo scorso anno. Spagna, Regno Unito, Francia e Germania i principali mercati di provenienza. Flussi che alimenteranno un business da 3,5 miliardi, valore destinato a crescere sommando gli altri arrivi dall’estero con altri vettori. Gli aeroporti transiteranno oltre 400mila italiani che hanno prenotato voli interni.

Queste le stime elaborate dal ministero del Turismo ed Enit a dicembre ci saranno 2,4 milioni gli arrivi aeroportuali dall’estero, registrando così una crescita pari al 6,1% rispetto al Natale 2024; trend di crescita che proseguirà anche a gennaio 2026 quando si contano già 1,9 milioni di arrivi prenotati negli scali italiani, +4,4% in confronto sul gennaio 2025. Risultati che posizionano il nostro Paese davanti a realtà quali Francia e Turchia, seconda solo alla Spagna. L’Ufficio statistica del ministero del Turismo scatta la fotografia di un’Italia che, all’insegna di una saturazione dei portali turistici online (Ota) media nazionale del 35,7% tra il 1° dicembre 2025 e l’11 gennaio 2026, si dimostra policentrica e diversificata per le imminenti festività invernali.

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«Anche per le festività invernali, l’Italia conferma il suo fascino irresistibile, con milioni di visitatori che la scelgono come cornice per vivere la magia del Natale e del Capodanno, impattando, tra dicembre e gennaio, per 3,5 miliardi di euro sulla nostra economia - dice Daniela Santanchè, ministro del Turismo -. Il Belpaese, da Nord a Sud, consolida il suo ruolo di destinazione turistica privilegiata, nel mercato europeo, performando meglio di competitor quali Francia e Turchia. Risultati importanti, resi possibili anche dal catalizzatore delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, che inizia così a generare i primi frutti. D’altronde, non è un caso che, sul podio delle grandi mete, Milano e Venezia figurano, rispettivamente, al primo e al terzo posto per scali aeroportuali e la Lombardia e il Veneto alle prime posizioni per prenotazioni Ota. I grandi eventi, ancora una volta, si configurano come importanti propulsori turistici e di sviluppo socioeconomico per le città e le Regioni ospitanti e, per estensione, per la nazione intera».

Tra i principali mercati che scelgono di trascorrere Natale e Capodanno in Italia, svettano Spagna con 611 mila arrivi aeroportuali, Regno Unito (circa 585 mila), Francia (328 mila) e Germania (308 mila). Crescono, inoltre, gli arrivi da Polonia, Albania, Romania, Paesi Bassi e Belgio.Tra le grandi mete prescelte dominano Milano (1,6 milioni di arrivi negli scali cittadini) e Roma (1,2), seguite poi da Venezia (quasi mezzo milione di arrivi), Napoli e Bologna. La montagna traina la domanda di fine anno, con un tasso di prenotazione pari al 46,6%, grazie soprattutto alla performance di Trentino-Alto Adige (48,36%), Valle d’Aosta (45,7%) e Umbria (40,18%); le città d’arte e le grandi regioni culturali – su tutte Lazio (oltre 1,6 milioni di prenotazioni Ota), Lombardia e Veneto (oltre un milione) – restano essenziali per i volumi; il Sud guadagna terreno, mostrando segnali di consolidamento, segnatamente con Calabria (+6,7% del tasso di saturazione Ota sullo stesso periodo del 2024), Molise (+5,7%) e Basilicata (+4,2%) che guidano la crescita e il riequilibrio dei flussi.

«L’Italia conferma il suo ruolo leader nel turismo anche in questa ultima fase dell’anno. Tra Natale e Capodanno registriamo una crescita significativa rispetto allo scorso anno di arrivi dall’estero, a dimostrazione di quanto le nostre destinazioni siano competitive ed attrattive - osserva Ivana Jelinic, ad di Enit -. Un trend costante lungo tutto l’anno, che consolida la forza del nostro Paese nel settore. Ci posizioniamo davanti a competitor storici come Francia e Turchia anche durante queste festività, contribuendo a generare valore sui territori, incrementando la crescita economica ed occupazionale dell’intero indotto turistico».

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