Auto, in arrivo la targa personale. Ecco cos’è e se vale la pena
di Maurizio Caprino
5' di lettura
5' di lettura
Sorpresa: le targhe diventeranno personali. Cioè seguiranno l’intestatario e non più il veicolo. Lo ha proposto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, deciso a riesumare una norma rimasta inattuata dal 2010. Così ha fatto scrivere uno schema di regolamento che dovrebbe essere varato nel prossimo Consiglio dei ministri. Il problema è che, se la novità era rimasta ferma per quasi un decennio, c’era un motivo concreto: ci si era resi conto che avrebbe portato pochi benefici, a fronte di varie complicazioni.
GUARDA IL VIDEO - Le targhe saranno personali: seguiranno l'intestatario e non più il veicolo
Le nuove regole
La targa personale, teoricamente, esiste da quasi nove anni: la introdusse la “miniriforma” del Codice della strada (legge 120/2010), aggiungendo all’articolo 100 il comma 3-bis. Ma da allora non è mai stato emanato il Dpr necessario come regolamento attuativo, che comunque non entrerebbe in vigore subito ma dopo dopo sei mesi.
Se lo schema di regolamento scritto ora sarà approvato definitivamente (e se non verrà modificato nel frattempo), a partire dalla sua entrata in vigore chi acquisterà (anche in leasing o con patto di riservato dominio o usufrutto) un mezzo nuovo (autoveicolo, motoveicolo o rimorchio) dovrebbe ottenerlo completo di una targa nuova come oggi, ma quella diventerà la sua targa personale da quel momento per i successivi 15 anni, dopo i quali alla prima pratica burocratica che coinvolge la carta di circolazione dovrebbe chiedere il rinnovo della targa (verrebbe ristampata uguale).
Quindi, quando lo stesso soggetto dovesse acquistare un altro veicolo nuovo, dovrebbe mantenere la stessa targa. Così dovrebbe segnalare al concessionario che ne ha già una, in modo che questo mezzo gli venga consegnato senza essere dotato di una targa ulteriore. Il che comporta un risparmio di 41,78 euro, ma il fastidio di staccare e riattaccare le targhe, operazione non facilissima.

