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Imprese familiari, il nuovo Codice di Autodisciplina AIDAF spinge verso una governance più istituzionale

di Monica Billio e Stefano Colonnello

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Il passaggio generazionale rappresenta una sfida delicata per le imprese familiari, chiamate a garantire continuità e solidità nel tempo. Su questo tema l’Università Ca’ Foscari Venezia mantiene da anni una particolare attenzione, attraverso ricerca, confronto con le imprese e iniziative dedicate come il Premio “Di padre in figlio” in cui l’Università è stata coinvolta per la XV edizione e che valorizza le migliori esperienze di continuità imprenditoriale. In questo quadro si inserisce anche il dibattito sull’evoluzione dei modelli di governance nelle aziende familiari italiane, oggi al centro della revisione del Codice di Autodisciplina AIDAF.

L’evoluzione del governo societario nelle imprese familiari italiane vede una tappa importante nella recente revisione del Codice di Autodisciplina AIDAF, che aggiorna profondamente la precedente versione del 2017. Rispetto a quest’ultima, il nuovo testo si dimostra più flessibile, con un chiaro intento di sostenere le famiglie imprenditoriali nell’implementazione di modelli di organizzazione funzionali a una gestione responsabile e sostenibile, delineando un percorso di professionalizzazione del management che apra a talenti esterni. La flessibilità del codice si rintraccia nella scelta di circoscrivere il perimetro del principio del comply or explain ai dieci principi fondamentali che innervano il testo, mentre nel 2017 tale meccanismo interessava un insieme molto dettagliato di raccomandazioni tecniche, che ora figurano come linee guida applicative non vincolanti. Ciò lo rende altresì maggiormente accessibile a realtà aziendali caratterizzate da processi decisionali meno formalizzati, limitando il rischio che la natura intrinsecamente volontaristica dello strumento lo riduca a mera attestazione di qualità per le imprese dotate di un elevato capitale organizzativo

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È poi utile il confronto con simili codici adottati in altre grandi economie dell’UE. Ad esempio, il Governance Kodex für Familienunternehmen tedesco pone una forte enfasi sugli assetti proprietari familiari. Piuttosto che concentrarsi sugli organi societari, il modello tedesco spinge la famiglia a stabilire chiaramente i propri valori attraverso la definizione di una Family Governance come bussola per tutte le decisioni successive. In Spagna, il riferimento principe è invece il Protocolo Familiar, da intendersi come un accordo quadro che definisce la missione strategica e la forma in cui la famiglia si relaziona con l’azienda. Il modello spagnolo delinea organi di governance familiare specifici, come l’Asamblea Familiar e il Comité Familiar, visti come strumenti essenziali per costruire un consenso duraturo all’interno dell’azienda e prevenire i conflitti. Il Codice AIDAF 2025 si discosta sensibilmente da entrambe queste strutture nel posizionamento della famiglia all’interno dell’architettura dei principi. Analizzando i dieci principi cardini del Codice, si nota come la famiglia appaia esplicitamente solo all’interno del nono principio, dedicato alla “Continuità di governo e di gestione”. In questo ambito, si richiede che i soci e l’organo di amministrazione definiscano regole precise per affrontare transizioni generazionali o trasformazioni proprietarie, assicurando una progressiva distinzione tra il ruolo strategico della famiglia e lo svolgimento delle funzioni manageriali. Al di fuori di questo specifico perno sulla continuità, i principi base pertengono prevalentemente alle strutture istituzionali e agli organi societari — come il CdA, lo Statuto e l’Assemblea — mantenendo una neutralità che facilita il dialogo con i mercati e gli investitori esterni. Scegliendo di concentrare la dimensione familiare principalmente sulla questione della continuità, l’AIDAF propone una visione della governance più istituzionale e professionale, meno vincolata alle dinamiche familiari e più orientata alla solidità dell’organismo impresa in quanto tale. Questo distacco può essere un buon viatico per l’apertura a nuovi capitali e per la capacità di tempestivo ed efficace adattamento a mutevoli contesti di mercato.

Monica Billio (Ca’ Foscari, Centro Transpareens), Stefano Colonnello (Ca’ Foscari - Referente Scientifico del Premio Di padre in figlio)

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