Credo che il primo problema sia rendere accattivante e cool scegliere di lavorare in un’azienda, anche “tradizionale”. Dobbiamo, innanzitutto, rimettere al centro le imprese, perché le imprese, con tutta la loro comunità fatta di tutti i ruoli che ne contribuiscono alla vita, creano ricchezza e valore per tutti.
Rimettere al centro le imprese può significare tante cose e certamente non è un compito solo dello Stato ma deve vedere tutta la comunità nazionale impegnata in questo scopo.
Dobbiamo presentare alle famiglie nelle scuole medie inferiori le storie delle aziende in linea con il grande lavoro che fa Confindustria con il Pmi Day.
I governi dovranno certamente investire sull’alternanza scuola-lavoro: uno strumento che ha visto l’indubbio merito di far entrare in azienda i ragazzi di ogni età, a prescindere dal corso di studi frequentato, e investire sugli Its.
Come sostiene spesso il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia «la frase che un tempo si diceva “se non studi, vai a lavorare” oggi va cambiata in “se studi, vai a lavorare”». E ha ragione, e la formazione deve essere permanente.