Imprenditrici che investono, il cambio generazionale lancia nuove attività
Dall’azienda di famiglia nella seta o nel vino ai cosmetici, dall’arte al design, dal profumo alla moda: eredi che cambiano business e premiano il territorio, senza rinunciare a controllo e indipendenza
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Una attività di famiglia dalla quale prendere spunto per poi lanciare un proprio business. Oppure creare una realtà parallela alla propria carriera. È un percorso di ideazione e creazione stimolante, ma non facile nel quale molte imprenditrici hanno scelto di cimentarsi. Le storie spaziano da quella di Miriam Leone, riconosciuta attrice che ha scelto di creare un brand di cosmetica evoluta, a quella di Olivia Ghezzi, erede di un impero del profumo che ha scelto di dedicarsi alla moda, o ancora di Gala Rotelli che ha preso spunto dall’arte del padre, Marco Rotelli, per poi declinarla nel design.
Chiedilo al Sole
Il patrimonio familiare non è solo un’azienda da ereditare. Per una nuova generazione di imprenditrici può essere un punto di partenza.
Francesca Di Lenardo nasce professionalmente nella comunicazione, la famiglia opera nel vino in Friuli, azienda tuttora attiva. La skincare arriva come interesse personale e diventa progetto imprenditoriale. Nasce così Insìum, costruito su un posizionamento premium. «La filosofia – racconta Francesca – è quella di un brand vegan e clean, da qui la scelta di puntare sulla ricerca e sulla biotecnologia, attraverso booster sviluppati insieme a formulatori e collaborazioni con laboratori specializzati».
Il modello è leggero dal punto di vista degli asset: Insìum lavora con quattro laboratori esterni, selezionati in funzione delle formule. L’azienda si colloca oggi sul milione di euro di fatturato, con un obiettivo di 1,3 milioni, e produce circa 25.000 pezzi. È un family business e non ha fondi alle spalle. La rete commerciale è talmente centrale che Insìum ha scelto di non avere un proprio e-commerce, per non entrare in concorrenza con i distributori. La priorità è mantenere il controllo del marchio e della qualità.
È una strategia che racconta una parte dell’imprenditoria italiana: aziende piccole, con margini di crescita, che non considerano l’ingresso di un fondo o la massimizzazione dei volumi come traguardo finale.







