Auto e mobilità aziendale

«Imporre l’elettrico è dannoso: le car list devono evolvere con gradualità»

Parla Maurizio Capogrosso, recentemente eletto come nuovo presidente dell’Osservatorio Top Thousand

di Vincenzo Conte

(Adobe Stock)

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Le flotte sono un partner strategico nel processo di trasformazione della mobilità attualmente in corso. Proprio in considerazione di questo ruolo di primo piano, servono politiche stabili e incentivi a medio-lungo termine, non interventi spot. Lo sostiene con forza Maurizio Capogrosso, recentemente eletto come nuovo presidente dell’Osservatorio Top Thousand. «È fondamentale - sottolinea Capogrosso - che l’introduzione di nuove normative tenga conto dell’impatto gestionale sulle aziende, prevedendo una roadmap chiara e tempi adeguati per l’applicazione. È inoltre necessario supportare le aziende non solo per l’inserimento di vetture elettriche in flotta ma anche sull’implementazione di una infrastruttura di ricarica adeguata». Sempre in merito al processo di elettrificazione delle flotte, Capogrosso sottolinea che «le car list devono evolvere con gradualità cercando di integrare veicoli elettrici senza escludere a priori le motorizzazioni tradizionali. Non sempre è disponibile infatti una contropartita tecnica da proporre in alternativa al termico. Anche la scelta dell’ibrido plug-in dovrebbe essere fatta solo se realmente sostenibile per le percorrenze delle flotte aziendali. La posizione deve essere di apertura e pragmatismo: favorire l’elettrico dove ha senso, senza imporlo indiscriminatamente». Gli aggiornamenti alle car list servono poi anche per testare concretamente prestazioni, costi totali di gestione e gradimento dei nuovi veicoli inseriti. «In questo modo si raccolgono dati reali che consentono decisioni più consapevoli, evitando scelte ideologiche e favorendo una transizione sostenibile e misurabile».

Strettamente collegata a questo tema c’è anche la questione della fiscalità. «Al fine di favorire la transizione all’elettrico anche la tassazione sulle ricariche elettriche domestiche dovrebbe essere oggetto di rivalutazione da parte del legislatore per offrire un rimborso della spesa sostenuta dai driver per ricaricare l’auto aziendale senza che loro stessi o l’azienda debbano affrontare aggravi di costi». Rivolgendosi ai suoi colleghi fleet manager, Capogrosso li esorta ad «adottare una posizione proattiva e critica. Proattiva, nel senso di proporre cambiamenti riguardo le vetture presenti nelle rispettive car list, anche per essere più in compliant con la normativa fiscale. Critica perché questa iniziativa può rappresentare un pesante aggravio di costo per le aziende e può generare confusione se non viene approcciata con la giusta attenzione».

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Venendo ai programmi futuri dell’Osservatorio, Capogrosso ha sottolineato che le linee guida da seguire nei prossimi mesi sono state decise chiedendo a tutti membri quali argomenti affrontare prioritariamente. «Sono emersi quattro temi su cui agire. Sostenibilità ed evoluzione della mobilità aziendale, con particolare attenzione all’elettrificazione, sono naturalmente al centro delle attenzioni dei fleet manager. Molto importante è poi anche continuare a parlare di efficienza gestionale, promuovendo strumenti digitali e processi che riducano i costi di gestione, e di tutela della categoria, facendo da portavoce presso istituzioni e stakeholder per garantire norme e condizioni di mercato favorevoli, attivando tavoli di lavoro tematici, condividendo le best practice tra fleet manager e rafforzando la formazione continua. Non bisogna infine trascurare innovazione e transizione energetica, favorendo la sperimentazione e l’adozione di nuove tecnologie per anticipare i trend di mercato e supportare la competitività delle aziende».

Lo scenario nel mondo delle flotte aziendale si è dimostrato negli ultimi anni piuttosto fluido, tra acquisizioni, fusioni e ingressi di nuovi player. Il cambiamento obbliga tutti gli attori ad adottare un approccio più collaborativo e flessibile. «Con i noleggiatori, serve maggiore trasparenza su costi e condizioni. Con le case auto, è necessario un dialogo più serrato per gestire i tempi di consegna e le transizioni tecnologiche. Infine, con le associazioni, diventa strategico rafforzare il ruolo di rappresentanza sperando che questo possa incidere maggiormente sul legislatore».

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