Le opere olimpiche

Impianti sportivi, investimenti pubblici per 400 milioni

Gli interventi di Simico si sono concentrati sulla riqualificazione di strutture e sedi di gara già esistenti in Lombardia, Veneto e nelle Province autonome di Trento e Bolzano

di Marco Bellinazzo

Cortina d’Ampezzo. La pista di bob, slittino e skeleton riqualificata per i Giochi. (Photo by Al Bello/Getty Images)

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Sono 12 gli impianti sportivi dei Giochi invernali 2026. La filosofia dei Giochi sostenibili ha comportato la scelta di utilizzare in prevalenza siti già “specializzati”, come Anterselva per il biathlon, sfruttando semmai l’occasione delle gare a Cinque cerchi per riqualificare le strutture e rendere ancora più accoglienti ed efficienti. Di fatto è stato costruito ex novo, l’arena Santagiulia a Milano, e gli interventi di ammodernamento più rilevanti si sono concentrati sullo Sliding Centre di Cortina, la famosa pista di bob, slittino e skeleton, e sui trampolini di Predazzo in Trentino.

Nell’insieme gli impianti sportivi hanno assorbito circa 635 milioni. Nello specifico, Simico, Società Infrastrutture Milano Cortina, l’aziende partecipata dai ministeri dell’Economia e delle finanze e delle Infrastrutture e dei trasporti (che possideono il 35% ciascuno), dalla Regione Lombardia e dalla Regione Veneto (titolari del 10% ciascuna), nonchè dalle Province autonome di Trento e di Bolzano (che hanno il 5% a testa), ha investito 360 milioni di fondi pubblici, tra Cortina d’Ampezzo, Anterselva, Predazzo, Tesero, Livigno e Predazzo.

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Nella città di Milano invece la “Santagiulia Ice Hockey Arena” da 16mila posti, che ospiterà il torneo di hockey su ghiaccio, è stata realizzata dal colosso tedesco dell’intrattenimento Eventim (che opera in Italia attraverso la controllata TicketOne) con un investimento iniziale di 180 milioni. L’incremento dei prezzi delle materie prime ha portato ad aumenti per una novantina di milioni che saranno parzialmente finanziati da Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano. Con il Decreto Sport di agosto 2025 per gli extracosti sono stati stanziati 21 milioni a cui si sono aggiunti 30 milioni dal cosiddetto decreto “Anticipi” di novembre. Dopo i Giochi il palazzetto sarà sede di eventi sportivi e concerti.

Sempre a Milano a Rho negli spazi in cui si svolse l’Expo oltre 10 anni fa, sono state ricavate la «Milano Rho Ice Hockey Arena» (4mila spettatori) per i match di hockey su ghiaccio (padiglioni 22-24) e il «Milano Speed Skating Stadium» da 7.500 spettatori per il pattinaggio di velocità (padiglioni 13-15). Il costo sostenuto da Fondazione Fiera Milano è stato di circa 25 milioni. Dopo l’Olimpiade i padiglioni 13 e 15, uniti ribattezzati «Live Dome», diventeranno la più grande sede indoor d’Europa per concerti ed eventi sportivi. Il Live Dome sarà pronto nel gennaio 2027 dopo una riconversione che costerà 12 milioni e potrà ospitare fino a 45.000 spettatori. Infine, il Forum di Assago denominato «Milano Ice Skating Arena» sarà il teatro delle gare di pattinaggio artistico e short track.

A Cortina d’ampezzo gli investimenti per le opere sportive hanno toccato i 157,4 milioni. La nuova pista “Eugenio Monti”, lo Sliding Centre, è costata nell’insieme circa 127 milioni. L’ampliamento, l’adeguamento degli spogliatoi e la manutenzione straordinaria della copertura per il Cortina Olympic Stadium (sede delle partite di curling) ha portato una spesa di 22,2 milioni. Per migliorare le piste di sci alle Tofane sono stati spesi 8,6 milioni.

In Val di Fiemme gli investimenti sportivi hanno richiesto 66 milioni. Più nel dettaglio a Tesero dove si disputeranno le gare dello sci di fondo per i Giochi sono stati ridisegnati i tracciati, potenziati gli impianti di illuminazione e innevamento, sono stati rifatti la palazzina del centro federale, le tribune fino a 9mila posti e gli spogliatoi, con un costo complessivo di 17,5 milioni finanziato per tre quarti dalla Provincia autonoma di Trento e per il resto con fondi statali.

A Predazzo invece la spesa è stata di 48,5 milioni (la metà provenienti dalla provincia trentina e l’altra metà da da fondi statali). Per il salto con gli sci (e la combinata nordica) sono stati completamente riedificati i trampolini allungandone la gittata fino a 109 metri per il piccolo e 143 metri per il grande. Lo stadio Giuseppe Dal Ben inoltre è stato ammodernato, con nuovi sistemi di illuminazione e innevamento, la costruzione dell’ascensore inclinato per salire fino al dente, la torre dei giudici e la tribuna per gli allenatori. In cima al trampolino è stata approntata una saletta che potrebbe essere usata in futuro per eventi. I nuovi spalti possono accogliere 4.500 persone

Ad Anterselva per le operazioni di riqualificazione dell’Alto Adige Arena sono stati impiegati complessivamente 58,4 milioni ripartiti a metà tra la provincia autonoma di Bolzano e lo Stato. Lo storico stadio del biathlon è stato ammodernato con modifiche al poligono di tiro, al sistema di illuminazione e a quello informatico, nonché al percorso. Sotto la pista sono stati collocati un nuovo deposito delle munizioni, un poligono per gli allenamenti e un tratto ghiacciato per testare gli sci. La tribuna principale può adesso accogliere 14.500 persone. Per consetire l’innevamento è stato costruito un bacino artificiale costato 5 milioni.

In Valtellina per le venue delle gare sono stati investiti 78,1 milioni in totale. A Bormio dove è atteso lo sci alpino maschile, l’adegumento dello “Stelvio Alpine Centre” ha richiesto 31,6 milioni, tra realizzazione dell’impianto di innevamento (20 milioni) e sistemazione dei tracciati e delle zone di partenza soprattutto per le prove dello sci alpinismo al debutto ai Giochi. A Livigno, tra “Snow Park” e “Aerials Moguls”, dove saranno ospitate le gare di snowboard e freestyle (sci acrobatico), sono stati spesi 46,5 milioni.

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