Immaginare un videogioco per HTSI: intervista alla game academy che l’ha ideato
La creazione di un prodotto videoludico per raccontare il piacere della guida e come sta cambiando la cultura dell’auto: dialoghi fra I.A. e art directors.
di Redazione
2' di lettura
2' di lettura
Curve a gomito, rettilinei rapidissimi e tanta adrenalina. La cover di HTSI di giugno racconta la potenza di auto performanti su un circuito speciale, creato ad hoc per il magazine con l’intelligenza artificiale su modello di un videogioco. Il piacere della guida è infatti al centro di un’inchiesta del nuovo numero su come stia cambiando la cultura dell’auto, tra trend e contaminazioni.
A realizzare la copertina, la milanese Digital Bros Game Academy. «Per crearla, abbiamo utilizzato Sora, il modello di generazione video di OpenAI», spiega il direttore generale dello studio, Geoffrey Davis, che si occupa di formazione di professionisti per l’industria dei videogiochi e creazione di prodotti videoludici. «Dopo il brief con la redazione di HTSI, abbiamo accompagnato passo passo il tool ia nella creazione: più dettagli si inseriscono, più il tool arriva al risultato che si ha in mente in breve tempo. Partiti con il brief, il tool ha quindi generato una serie di query che hanno prodotto immagini, concept», va avanti Davis.
Sono diversi i generatori su cui è possibile appoggiarsi per creare con l’intelligenza artificiale, ciascuno ha la propria peculiarità e specificità. «Per avere supporto nell’immaginare i videogiochi, tra i tool più usati c’è Midjourney, ma esistono anche piattaforme con focus storyboard e concept art, oppure per creare dialoghi o vari tipi di animazioni. Ho scelto Sora perché è una piattaforma solida, un pilastro, e permette di spaziare e facilitare il tipo di lavoro che ci è stato chiesto». Dopodiché, prosegue Davis, le immagini generate possono costituire una base su cui lavorare ulteriormente, anche con altri programmi. «Abbiamo concluso il lavoro in una settimana, siamo arrivati al risultato dopo decine di immagini e una ulteriore post produzione da parte dell’art director di HTSI. Solo fino a qualche anni fa un risultato di questo tipo in tempi così stretti sarebbe stato impensabile».
In questo momento, l’ia è un valido aiuto: «Per quanto riguarda i videogiochi, per esempio, è sicuramente un arricchimento, un ottimo supporto, ma – almeno per ora – non è stata disruptive. Certamente è un ausilio interessante che abbiamo iniziato a integrare fin da subito, soprattutto in fase di programmazione e brainstorming. Così è stato per la cover di HTSI. Ma, più in generale, ci supporta nell’ottimizzare le immagini e nel creare dialoghi, e ha un ruolo importante nel doppiaggio, perché gli si può chiedere di generare voci e di adattare il labiale di eventuali personaggi».
Tre, due, uno.. go! Il gioco comincia








